Il 24 giugno l’udienza con Papa Leone XIV
da L'Enologo Giugno 2026
Il prossimo 24 giugno una delegazione di Assoenologi guidata dal presidente Riccardo Cotarella sarà ricevuta da Papa Leone XIV nel corso dell’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro. Saranno circa cento i rappresentanti dell’associazione che raggiungeranno il Vaticano per partecipare a un momento destinato a rimanere nella memoria del mondo enologico italiano. Un appuntamento che rinsalda ulteriormente il legame tra Assoenologi e il mondo cattolico, in una fase storica segnata da profonde tensioni internazionali, difficoltà economiche e incertezze che investono anche il settore vitivinicolo. Nel corso dell’incontro, la delegazione donerà al Santo Padre una selezione di vini italiani, espressione dei territori, della tradizione e della straordinaria biodiversità viticola del nostro Paese. Un gesto dal forte significato culturale e spirituale, accompagnato da una lettera nella quale Assoenologi sottolinea come il vino rappresenti da sempre “un simbolo universale di fraternità, amicizia e condivisione”. Parole che assumono oggi un significato ancora più profondo. In un contesto internazionale attraversato da conflitti e tensioni diplomatiche, il vino continua infatti a essere ambasciatore di dialogo tra i popoli, elemento di incontro e strumento di pace. Un messaggio che Assoenologi porterà idealmente davanti al Pontefice, nella convinzione che il lavoro quotidiano dei vignaioli, degli enologi e di tutta la filiera possa contribuire a costruire relazioni fondate sulla solidarietà e sul rispetto reciproco.
La visita del 24 giugno rappresenterà anche un’occasione per riaffermare il valore culturale e sociale del vino, parte integrante della storia italiana e della dieta mediterranea, capace di unire tradizione, territorio e spiritualità. Non è un caso che proprio il vino, nella cultura cristiana, assuma un significato profondamente simbolico, legato alla convivialità e alla comunione. Per Assoenologi l’udienza con Papa Leone XIV sarà dunque non solo un momento di grande emozione istituzionale, ma anche un segnale di speranza rivolto all’intero comparto vitivinicolo, chiamato oggi ad affrontare sfide complesse sui mercati internazionali, tra cambiamenti nei consumi, tensioni geopolitiche e nuove dinamiche economiche. L’incontro in Vaticano vuole così diventare un messaggio di fiducia e di unità: il vino come cultura di pace, come racconto dei territori e come patrimonio umano capace di avvicinare persone e comunità.