NON C’E’ NOTTE TANTO LUNGA E BUIA DA NON PERMETTERE AL SOLE DI RISORGERE – Jim Morrison

di Riccardo Cotarella

Per quelli della mia generazione la musica e le parole di Jim Morrison rappresentano una finestra sul mondo, aprendo il cuore alla speranza. In questi mesi così difficili, segnati dall’emergenza pandemica, più volte ci siamo chiesti quando tutto questo finirà. Ed è da questa domanda, purtroppo ancora senza risposta, che mi è tornata in mente una delle frasi più celebri del famoso cantautore: “Non c’è notte tanto lunga e buia da non permettere al sole di risorgere”. Una verità assoluta, da cui dobbiamo avere la forza di ripartire.
Tutto questo passerà e questa è una certezza che nessuno potrà toglierci. La mia riflessione non vuole essere un mero esercizio di ottimismo, ma nasce dalla consapevolezza che il sole sorgerà ancora e vivremo una nuova alba. Il punto, adesso, è come arrivarci a quel momento: le strade che riesco a individuare sono due. La prima ci chiama in causa in quanto enologi e imprenditori, la seconda porta dritta al Governo, all’Unione europea e quindi alle Istituzioni in generale. Il nostro impegno, in quanto professionisti e capitani di aziende, è quello di prepararci al meglio per farci trovare pronti a vivere una nuova grande ripresa dopo che la lunga notte sarà superata. Il post Covid-19 ci metterà di fronte a nuove sfide e nuovi mercati, consapevoli che il mondo del vino che abbiamo conosciuto fino al febbraio scorso, con ogni probabilità non ci sarà più. Si sarà evoluto, trasformato, forse anche migliorato. Comunque sia, noi enologi sappiamo, che da sempre a fare la differenza nel nostro mondo è soltanto la qualità.
La vendemmia 2020 è appena terminata e Madre Terra ci ha regalato, grazie anche al nostro contributo, delle uve eccellenti. Corre in noi l’obbligo morale e professionale di trasformare quelle uve in grandi vini, i migliori di sempre. Se lo faremo – e lo faremo – il dopo pandemia segnerà un nuovo Risorgimento del vino italiano.
 width=La seconda strada di cui parlavo sopra, che chiama in causa il Governo e le Istituzioni, non è certo secondaria alla prima. Chi è alla guida del nostro Paese, e in questo senso anche l’Europa, deve sentirsi chiamato in causa, ha il dovere di tutelare il nostro sistema produttivo, oltre che la nostra salute. Anche in queste ultime settimane abbiamo assistito a scelte e decreti che hanno molto penalizzato alcune specifiche categorie, tra cui i ristoratori e i gestori di bar e locali. Da uomo che ha sempre creduto e crede fermamente nel sistema Stato, voglio immaginare che certe scelte siano state frutto di riflessioni approfondite, ma al tempo stesso voglio augurarmi che quello Stato deputato a proteggermi dal Covid, mi permetta come imprenditore di sopravvivere e immaginare un nuovo inizio. Gli aiuti economici sono necessari in tempo reale, è noto a tutti che il tessuto economico e sociale del Paese è in assoluta sofferenza e non può permettersi di restare sospeso per ancora molto tempo. In gioco c’è la vita delle nostre aziende, delle nostre famiglie e il futuro dei nostri figli. E di questo uno Stato se ne deve fare garante.