Enartis: Rossi troppo aggressivi? Come correggere e armonizzare l’astringenza
da L'Enologo Settembre 2026
Un vino rosso può presentare un colore intenso, una buona struttura e un profilo aromatico interessante, ma risultare comunque poco piacevole al palato. La causa può essere un’astringenza eccessiva che genera sensazioni di durezza, secchezza e, talvolta, amaro persistente. L’astringenza è una componente naturale e fondamentale dei vini rossi. I tannini contribuiscono alla struttura, alla longevità e alla complessità sensoriale del vino, rappresentando una caratteristica distintiva soprattutto nelle tipologie destinate all’invecchiamento.
Il vero obiettivo dell’enologo è gestire la maturazione fenolica affinchè i tannini siano maturi, vellutati e ben integrati, evitando che si traducano in sensazioni di squilibrio gustativo. Un tannino non correttamente gestito può infatti penalizzare il profilo sensoriale e limitare l’espressione del potenziale qualitativo del vino. Dal punto di vista tecnico, l’astringenza deriva dall’interazione tra tannini e proteine salivari. La precipitazione di queste ultime riduce la lubrificazione della bocca, generando la tipica sensazione di asciugatura. Tuttavia, l’intensità dell’astringenza non dipende solo dalla quantità di tannini presenti, ma anche dalla loro qualità, dal grado di maturazione delle uve e dalla loro evoluzione durante la vinificazione.
Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha reso questa gestione ancora più complessa: sempre più spesso le uve raggiungono una maturazione zuccherina elevata prima di quella fenolica, aumentando il rischio di estrarre tannini verdi e aggressivi che si traducono in percezioni poco armoniche. Macerazioni troppo spinte e una gestione non ottimale della fermentazione possono accentuare ulteriormente la durezza gustativa del vino; è infatti fondamentale intervenire fin dalle prime fasi della vinificazione, modulando l’estrazione e favorendo la stabilizzazione della materia fenolica. La gestione dell’ossigeno, la polimerizzazione dei tannini e l’apporto di polisaccaridi rappresentano strumenti efficaci per aumentare rotondità e volume gustativo, mantenendo al contempo struttura e complessità. La riduzione dell’astringenza non significa eliminare i tannini, ma renderli più morbidi e integrati trasformando un vino spigoloso in un prodotto più equilibrato, armonico e apprezzato dal consumatore.

Una strategia pratica e integrata per vini rossi più morbidi
Già nelle prime fasi della vinificazione è possibile influire in modo significativo sulla qualità dell’astringenza. Una corretta gestione dell’estrazione consente infatti di privilegiare le componenti nobili delle bucce limitando l’apporto dei tannini più aggressivi provenienti dai vinaccioli. In questo contesto, l’impiego di soluzioni a base di polisaccaridi e tannini (INCANTO NC e INCANTO NC RED) ed enzimi di macerazione consente di favorire l’equilibrio tra struttura, colore e profilo sensoriale, creando fin dall’inizio una base fenolica più armonica. Anche la fermentazione svolge un ruolo determinante. La scelta del lievito e della nutrizione non influenza soltanto il profilo aromatico, ma contribuisce alla percezione tattile del vino. In particolare, l’utilizzo di EnartisFerm ES454 associato a una nutrizione organica ricca in vitamine e aminoacidi permette di ottenere vini caratterizzati da maggiore volume, morbidezza e intensità aromatica, elementi che aiutano a bilanciare la percezione dei tannini e ad aumentare la sensazione di rotondità al palato.


Tecniche come la svinatura anticipata, l’impiego di tannini specifici per la copigmentazione, nonché una corretta conduzione della fermentazione malolattica, contribuiscono a costruire una struttura più equilibrata. In sinergia, l’apporto di polisaccaridi durante queste fasi, favorisce, inoltre, una riduzione della sensazione di secchezza e una maggiore armonia gustativa. Nei vini destinati all’affinamento o alla micro-ossigenazione, la polimerizzazione dei tannini rappresenta uno degli strumenti più efficaci per trasformare la durezza in eleganza. Attraverso l’azione dell’ossigeno e l’impiego di tannini specifici, le frazioni più reattive evolvono progressivamente verso forme più stabili e vellutate, migliorando contemporaneamente l’integrazione del colore e la qualità complessiva del vino. L’esperienza Enartis dimostra che i migliori risultati non si ottengono con un singolo intervento, ma con una strategia integrata.
Una corretta gestione dell’astringenza consente di preservare complessità, carattere e potenziale evolutivo, trasformando la forza tannica in equilibrio, volume e piacevolezza. Il risultato sono vini rossi strutturati ma eleganti, capaci di coniugare personalità e bevibilità, rispondendo alle aspettative di un mercato che ricerca sempre più rossi armonici, distintivi e immediatamente apprezzabili, senza rinunciare alla loro identità.
Per supportare gli enologi nella gestione dell’astringenza e nell’ottenimento di vini rossi più armonici ed equilibrati, Enartis ha sviluppato un protocollo applicativo ottimizzato che integra la gestione della materia fenolica in tutte le fasi della vinificazione. Potete trovarlo qui

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