Cari Enologi: su i motori, si (ri)parte

di Riccardo Cotarella

I vigneti lussureggianti offrono un colpo d’occhio che scalda il cuore. Anche laddove in aprile una gelata fuori stagione ha causato danni importanti, all’apparenza, sembra che tutto sia tornato alla normalità. Quella normalità che andiamo inseguendo da circa un anno e mezzo, da quando la maledetta pandemia si è impossessata della vita del mondo. Ma una luce di speranza si è accesa grazie alla campagna vaccinale e giorno dopo giorno si fa sempre più forte e illumina la strada da seguire. E allora, rubando un’espressione che si usa nel commentare i Gran Premi di Formula 1, diciamo: su i motori, si parte. Anzi, si riparte e andiamo a vincere. C’è da andare veloci, giro dopo giro, giorno dopo giorno, mese dopo mese. Il virus ci ha costretto ai box per troppo tempo, le nostre macchine organizzative possono essere un po’ arrugginite e anche noi stessi risentiamo della situazione vissuta. Ma dobbiamo essere bravi a reagire come sempre abbiamo fatto, dobbiamo tornare a viaggiare e correre veloci anche con le idee e con i progetti. Lo dobbiamo alle aziende che ci hanno dato fiducia, lo dobbiamo al nostro amato mondo del vino. Ma lo dobbiamo fare anche per dare il nostro prezioso contributo alla ripresa economica del Paese. È giugno e ci avviamo ormai alla prossima vendemmia. So benissimo che ci arriveremo con tanti problemi ancora non risolti, penso ad esempio alle giacenze non smaltite soprattutto a carico di importanti cantine cooperative del Sud, ma rispetto a un anno fa ci arriviamo con uno spirito diverso. Migliore. Se le vaccinazioni proseguiranno al ritmo intrapreso e se i nostri comportamenti continueranno ad essere tesi alla lotta serrata al Covid, c’è ragione di pensare che già il secondo semestre dell’anno in corso segnerà la vera ripartenza del mondo del vino.

La riapertura di ristoranti, bar e locali vari sta già dando i primi segnali di ripresa. In questa corsa verso il ritorno alla vita di un tempo, mi sento di dire che siamo accompagnati da un governo che, attraverso il suo ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, sta ponendo grande attenzione alle nostre tematiche. Nelle ultime settimane, in qualità di presidente di Assoenologi, ho avuto l’onore e il piacere di interloquire più volte con il ministro. In Patuanelli ho trovato un uomo consapevole delle problematiche da affrontare e soprattutto un ministro davvero appassionato dell’agroalimentare italiano. Inoltre, colgo l’occasione di ringraziarlo per aver concesso l’esclusiva intervista che trovate pubblicata in questo numero de l’Enologo. All’Esecutivo Draghi, come era già accaduto con tutti i governi precedenti, abbiamo ribadito più volte che gli enologi italiani sono al servizio del Paese. Ed è con questo rinnovato spirito di collaborazione, che va al di là di ogni connotazione politica e partitica, che dobbiamo affrontare i prossimi mesi che si annunciano ancora complicati. Ma sono certo che li supereremo, come abbiamo superato tante altre criticità che la storia ci ha messo davanti. Anche se questa volta la situazione non solo è diversa, ma nel suo genere unica.
Da più parti si sente dire che il mondo, dopo l’emergenza Covid, non sarà più quello di prima. Magari sarà migliore. E perché possa esserlo serve il contributo di tutti, anche nostro. È per questo che vi esorto ad accendere i motori e ripartire alla grande. Mettiamo in campo nuove idee, nuovi progetti, nuove forme di promozione. Ma soprattutto, laddove possibile, alziamo ancor di più il livello qualitativo dei nostri vini.

Raccontiamo il Paese Italia, il più bello del mondo, attraverso le nostre bottiglie, così ricche di sapori e saperi. I nostri vini sono tra i fiori all’occhiello del Made in Italy e ne dobbiamo essere orgogliosi e consapevoli. Sono le nostre Ferrari, tanto per restare in ambito automobilistico. Cari colleghi, pigiamo il piede sull’acceleratore e non fermiamoci più. Il traguardo della ripartenza è ormai a portata di mano.