Formazione e territorio: la sinergia tra Assoenologi FVG e il mondo della scuola
di Giorgia Di Dia - referente Giovani Assoenologi Sezione Friuli-Venezia Giulia
In un incontro di straordinario valore scientifico e formativo, la Sezione Friuli-Venezia Giulia ha portato nell’Aula Magna dell’Istituto Agrario di Cividale le testimonianze del professor Luigi Moio, di Graziana Grassini e di Nicola Manferrari. Al centro del dibattito, il legame inscindibile tra rigore tecnico, pulizia sensoriale e identità territoriale, per formare una nuova generazione di professionisti consapevoli e orgogliosi.
Poter ospitare in un’unica giornata tre figure di altissimo profilo scientifico e produttivo – il professor Luigi Moio, luminare dell’enologia mondiale e già presidente Oiv, l’enologa di fama internazionale Graziana Grassini e l’imprenditore d’avanguardia Nicola Manferrari – rappresenta un momento di eccezionale valore formativo e istituzionale. Come docente di enologia presso l’Istituto tecnico agrario di Cividale del Friuli e referente giovani per la Sezione Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, sento profondamente l’orgoglio di aver contribuito a questo progetto.
L’iniziativa è nata da una stretta collaborazione tra il Consiglio di amministrazione della nostra Sezione, sotto la guida del presidente Matteo Lovo, e l’intero team della scuola. Insieme, abbiamo fortemente voluto che un evento di tale caratura si svolgesse proprio qui, nel cuore della formazione, per lanciare un segnale chiaro: il futuro del settore passa attraverso il dialogo diretto e senza filtri tra i grandi maestri, la produzione d’eccellenza e le nuove leve.
Un ringraziamento particolare va a Matteo Lovo, il cui costante supporto e la cui visione associativa sono stati determinanti per la riuscita di questa iniziativa. Organizzare questa giornata tra le mura dell’Istituto Agrario di Cividale significa testimoniare ai ragazzi che Assoenologi non è un ente distante, ma una presenza costante, una guida e una risorsa preziosa sin dai primi passi del loro percorso. La partecipazione di Moio, Grassini e Manferrari ha trasformato la scuola in un laboratorio di pensiero globale, dimostrando come il lavoro di squadra tra l’Associazione presieduta da Lovo e il corpo docente sia il motore principale per sostenere il talento dei nostri studenti e la loro ambizione verso l’eccellenza.
La scuola come officina del sapere e dell’appartenenza
L’Istituto tecnico agrario di Cividale non è solo un luogo di istruzione, ma una vera officina del sapere dove l’enologo di domani apprende il rigore, la passione e l’etica del mestiere. In questo contesto, l’organizzazione corale di questo convegno, incentrato sul tema “Il vino del futuro dovrà raccontare sempre più il suo territorio”, ha rappresentato un momento di crescita collettiva senza precedenti. Vedere i miei studenti confrontarsi con l’autorevolezza del professor Moio, il carisma di Graziana Grassini e la visione lungimirante di Nicola Manferrari è stata la conferma che la sinergia tra il team scolastico e i vertici di Assoenologi è l’unica via percorribile per garantire un futuro di qualità al comparto vitivinicolo regionale.
Vogliamo che il giovane enotecnico, una volta diplomato, non si senta solo nel mercato del lavoro, ma sappia di far parte di una comunità d’élite. Assoenologi è la casa di chi sceglie l’eccellenza, e iniziare questo viaggio nell’ambiente stimolante della scuola di Cividale, grazie all’impegno congiunto di docenti e rappresentanti di categoria, è il modo migliore per seminare consapevolezza tecnica e orgoglio professionale.
La lezione magistrale di Luigi Moio
Il cuore pulsante della giornata è stato l’intervento del professor Moio, la cui profondità scientifica ha letteralmente incantato la platea. Moio ha sviluppato una riflessione fondamentale, ribadendo che la “territorialità” non è uno slogan di marketing, ma un obiettivo tecnico da perseguire attraverso la pulizia sensoriale. Per il professore, il vino del futuro deve essere “profumato di vino”, libero da sovrastrutture o difetti microbiologici che ne offuscherebbero la natura. La pulizia sensoriale è la condizione necessaria affinché il territorio possa emergere: se il messaggio olfattivo è compromesso, il legame con la terra d’origine va irrimediabilmente perduto. L’enologo moderno ha il compito di essere un “interprete trasparente”, utilizzando la tecnica per proteggere il vino e permettere al vitigno e al suolo di esprimersi in tutta la loro purezza aromatica.
Graziana Grassini: il rigore dell’eccellenza internazionale
Accanto a Moio, l’esperienza di Graziana Grassini ha offerto un esempio plastico di come competenza e determinazione portino ai vertici della carriera. Graziana ha ispirato i giovani parlando di un’enologia “di ascolto”, dove il rigore tecnico non ammette approssimazioni. La sua visione della pulizia sensoriale coincide con una ricerca ossessiva dell’equilibrio e della finezza, doti indispensabili affinché i vini di territorio possano competere e imporsi sui mercati internazionali più esigenti. La sua figura rappresenta per tutti i futuri tecnici un modello di professionalità senza compromessi.
Nicola Manferrari: la visione dell’imprenditore consapevole
Il dibattito ha trovato la sua perfetta chiusura nel contributo di Nicola Manferrari, titolare di Borgo del Tiglio e profondo conoscitore della realtà vitivinicola friulana. La sua partecipazione ha permesso di calare i concetti tecnici nella realtà del mercato e della gestione aziendale. Manferrari ha testimoniato come la pulizia sensoriale sia una scelta di campo coraggiosa e, in ultima analisi, l’unica strategia imprenditoriale lungimirante. Per un imprenditore che punta all’eccellenza, poter contare su tecnici formati alla scuola del rigore di Cividale è la garanzia per proteggere l’identità e il valore del proprio patrimonio viticolo.
Verso un nuovo orizzonte per i giovani Assoenologi
Come referente Giovani Assoenologi FVG, esco da questo convegno con una convinzione ancora più forte: dobbiamo continuare a investire sulla formazione dei nostri ragazzi direttamente nei luoghi dove studiano, lavorando mano nella mano con il team della scuola. L’entusiasmo che ho visto negli occhi degli studenti è il vero successo di questa iniziativa corale. La decisione del CdA, supportata dal presidente Lovo, e della scuola di organizzare questo evento “dentro le mura” di Cividale è stata ripagata da una partecipazione che dimostra quanto i giovani abbiano fame di modelli di riferimento credibili.
Assoenologi non è solo un albo professionale, è una scuola di vita. Attraverso i nostri seminari e il confronto con personalità di tale spessore, offriamo ai giovani le chiavi per interpretare il domani. Il binomio scuola-associazione deve rimanere il pilastro su cui fondare il futuro dell’enologia regionale.
Conclusioni
Il convegno di Cividale ha tracciato una rotta chiara. Ringrazio di cuore il professor Luigi Moio, Graziana Grassini e Nicola Manferrari per aver messo la loro immensa esperienza a disposizione dei nostri ragazzi. Un sentito ringraziamento va anche al presidente Matteo Lovo per aver creduto in questo progetto e per il supporto garantito dall’Associazione.
A voi, giovani studenti e futuri colleghi, dico: guardate ad Assoenologi come al vostro porto sicuro. Il futuro del vino friulano è nelle vostre mani, e noi – come team scolastico, come docenti e come associazione – saremo sempre al vostro fianco per assicurarci che sia un futuro luminoso, pulito e orgogliosamente legato alla nostra terra.


