Colore

Parole del vino

Il colore dei vini dipende dalla concentrazione di sostanze coloranti e varia in funzione di varietà, origine, tecniche di vinificazione e affinamento.

I termini più utilizzati per descriverlo sono vivacità, intensità colorante e tonalità.
Ciascuno di questi parametri ci offre anticipazioni sugli altri caratteri organolettici.
Un colore vivace è un colore brillante, netto, ben definito e, in genere, è una caratteristica di vini giovani con un buon grado di acidità.

 

L’intensità colorante esprime la quantità di colore, dunque i termini utilizzati in questo caso possono essere scarico, pallido, intenso, profondo.
L’intensità colorante dipende moltissimo dal vitigno, dall’annata, dalla tecnica di vinificazione e di invecchiamento: dunque dobbiamo valutare questo parametro tenendo conto della tipologia di vino.

 

La tonalità o tinta esprime il rapporto tra le diverse componenti del colore e descrive le “sfumature” dei colori stessi: varia moltissimo con il passare del tempo e ci permette di individuare lo stadio evolutivo del vino. Per ogni vino sono indicate le tonalità di base, definite anche dai disciplinari di produzione, che vengono meglio descritte utilizzando una infinita gamma di sfumature.

 

Max Léglise (1924-1996) ha paragonato i cambiamenti del colore del vino a quelli di un fiore rosso: in boccio, in fioritura, messo in vaso. Il colore più vivo si manifesta alla fioritura, poi si indebolisce, appaiono riflessi giallo ocra e infine diventa bruno.
Alcune componenti presenti nei fiori si trovano anche nei frutti e hanno la stessa evoluzione nel vino.

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