Ritorna Rive, la rassegna italiana su ricerca e innovazione
Nata nel 2017, la rassegna si è imposta in breve tempo come una delle manifestazioni più complete e specializzate del settore. Alla base c’è l’organizzazione di Pordenone Fiere, in collaborazione con Federunacoma e Federacma, due realtà di primo piano nel comparto delle macchine agricole. A sostegno dell’evento c’è anche Assoenologi, l’associazione nazionale che rappresenta i tecnici della viticoltura e dell’enologia che vede in questo evento una vetrina per conoscere le ultime novità in tecnologie e prodotti per la vinificazione. “Sono molto soddisfatto del percorso che Rive sta compiendo – dichiara Renato Pujatti presidente di Pordenone Fiere –. Con ogni edizione confermiamo l’impegno e la qualità che da sempre contraddistinguono Pordenone Fiere. Rive non è solo una rassegna, ma una piattaforma che valorizza la filiera vitivinicola nel suo insieme: viticoltura, enologia, innovazione tecnica, sostenibilità e internazionalizzazione. In particolare, evidenzio come l’edizione 2025 sta segnando un salto di qualità: un numero crescente di espositori, una partecipazione da regioni italiane ad alto valore vitivinicolo ma anche dall’estero, e un’offerta tecnico-scientifica che ha suscitato attenzione reale nel settore – conclude Pujatti”.
Il cuore produttivo del Nordest
La scelta di Pordenone non è casuale: il Nordest italiano è tra le aree europee a più alta vocazione vitivinicola. Da qui arriva circa un quarto della produzione vinicola nazionale, trainata da un settore vivaistico – il territorio è leader mondiale nella produzione della barbatella – e da un brand che non ha bisogno di presentazioni: il Prosecco, ambasciatore del Made in Italy nel mondo. La vendemmia 2025 dovrebbe portare una produzione totale di vino e mosto in Italia pari a ≈ 47,4 milioni di ettolitri con un incremento del +8% rispetto al 2024. Il Veneto resta la regione con la produzione maggiore in Italia, con oltre 10,6 milioni di ettolitri nel 2024, coprendo oltre un quinto della produzione nazionale. Per la vendemmia 2025 si stima una crescita del +2% rispetto al 2024. Friuli-Venezia Giulia produce molto meno in termini assoluti rispetto al Veneto, ma è comunque tra le regioni con produzione significativa, e nel 2025 dovrebbe crescere più che il Veneto in termini percentuali (+10% rispetto al 2024). Trentino-Alto Adige ha una produzione più contenuta, ma anch’essa è in aumento nel 2025 (+9%).
Una fiera che cresce
Numeri alla mano, l’edizione 2025 promette di superare i traguardi precedenti. Saranno presenti oltre 300 marchi espositori in 8 padiglioni per 28.000 metri quadrati di superficie. L’efficacia della manifestazione si misura nell’alto tasso di re-booking da parte degli espositori presenti nel 2023, con una conferma di spazi che testimonia la fiducia nel format e la capacità di generare concrete opportunità di business. Complessivamente, la manifestazione presenterà nell’edizione di novembre un padiglione in più e oltre +20% di espositori. Nel 2023 i visitatori erano stati 10.000: quest’anno l’obiettivo è alzare l’asticella, puntando a un pubblico ancora più internazionale, con particolare attenzione ai mercati dei Balcani e dell’Europa orientale, oggi sempre più interessati all’enologia e alle tecnologie italiane per la vinificazione e la cura della vite.
Enologia, settore in forte crescita
Il comparto enologico, cuore pulsante insieme alla viticoltura, trova in Rive una vetrina privilegiata per presentare soluzioni, tecnologie e prodotti che accompagnano le aziende verso un futuro sempre più orientato a qualità ed efficienza. I dati confermano il forte appeal della manifestazione nei confronti delle aziende produttrici di attrezzature e prodotti per la vinificazione: si registra un altissimo tasso di re-booking da parte degli espositori 2023 (intorno all’80%) segno tangibile della fiducia nel format e nella capacità di generare concrete opportunità di business. A questi si aggiungono 29 nuovi espositori, molti dei quali partecipano per la prima volta, mentre altri ritornano dopo alcune edizioni di assenza. Tra le nuove adesioni spiccano 5 aziende estere (17%) provenienti da Francia, Austria e Slovenia. Il parterre di espositori annovera inoltre grandi leader di mercato, tra cui Garbellotto, Lasi, Zambelli Enotech, Enoveneta e Amorim Cork, confermando il ruolo di Rive come palcoscenico ideale per l’incontro tra eccellenze e innovazione.
Oltre l’esposizione: formazione e innovazione
Non solo stand e incontri commerciali: il cuore pulsante della rassegna sarà, ancora una volta, il programma culturale e scientifico e l’innovazione. Enotrend, in collaborazione con Fondazione Friuli, proporrà oltre trenta appuntamenti tra seminari, workshop e convegni. Motore e cuore scientifico di questo “evento nell’evento” è il comitato tecnico-scientifico guidato dal prof. Attilio Scienza e composto da studiosi provenienti da qualificati istituti di ricerca e prestigiose università italiane, incaricato di definire i temi, i programmi e i contributi degli incontri che affiancano l’esposizione commerciale di Rive.
Il palinsesto di Enotrend 2025 affronterà questioni di grande attualità, spaziando dalla ricerca scientifica alla sostenibilità, fino alle nuove tecnologie applicate al vigneto e alla cantina. Tra i temi in evidenza:
• una tavola rotonda che vedrà protagonisti giovani imprenditori vitivinicoli provenienti da diverse regioni italiane, chiamati a condividere la loro visione sul futuro del settore, le sfide che stanno affrontando e le prospettive di mercato;
• un dibattito dedicato ai nuovi disciplinari e al tema dei vigneti resistenti;
• un confronto sull’incertezza che caratterizza oggi il mondo del vino, con l’obiettivo di offrire chiavi di lettura e spunti di riflessione utili agli operatori della filiera.
Con Dynamic Rive i visitatori potranno assistere dal vivo a dimostrazioni di robotica e droni al servizio della viticoltura di precisione. All’interno di un vigneto ricreato nei padiglioni fieristici sarà possibile vivere un vero assaggio di Viticoltura 4.0, che mostra come l’innovazione stia cambiando radicalmente il lavoro nei campi.
Un premio per guardare avanti
Tra le novità dell’edizione 2025 spicca il debutto del Premio Rive per l’Innovazione in Viticoltura ed Enologia. L’iniziativa intende valorizzare le proposte più all’avanguardia degli espositori, premiando tecnologie e progetti che sappiano coniugare produttività, sostenibilità e capacità di adattamento al cambiamento climatico. Una sfida che oggi riguarda da vicino tutto il settore e che Rive vuole mettere al centro del dibattito.
Un settore strategico per l’Italia
Con un giro d’affari che vale miliardi di euro e un export in costante crescita, dazi permettendo, il vino resta uno degli asset fondamentali dell’economia italiana. Manifestazioni come Rive hanno il merito di offrire non solo uno spazio di confronto commerciale, ma anche una piattaforma di riflessione su come mantenere competitivo un settore che è insieme tradizione e innovazione, cultura e business.
Tre giorni di incontri, scoperte e relazioni internazionali attendono dunque gli operatori del comparto a Pordenone. Perché Rive non è soltanto una fiera, ma un vero e proprio laboratorio sul futuro del vino – dove viticoltura ed enologia si incontrano per dare forma a una filiera completa.
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