Vino e salute, pronti a dare battaglia all’ultima follia dell’Oms

di Riccardo Cotarella

 

 

Ci mancava soltanto l’Organizzazione mondiale della sanità a sostenere l’assoluta follia che vuole equiparare il vino alle sigarette in termini di pericolosità per la salute umana. Una falsità totale che rischia di mettere davvero in ginocchio il mondo del vino e un pezzo determinante dell’economia italiana in maniera irreversibile. Mi chiedo e vi chiedo: ma come si può accostare un calice di buon vino al tabacco? Come può venire in mente a qualcuno di metterli sullo stesso piano di nocività? Sono trascorsi alcuni giorni da quando l’Oms ha adottato a Tel Aviv, in Israele, il documento “European framework for action on alcohol” e vi assicuro che non trovo un nesso logico a quella che, per il momento, viene data “solo” come una indicazione – molto pericolosa – che la stessa Organizzazione mondiale della sanità rilascerà ai propri Stati membri. È qualcosa di semplicemente incomprensibile che va combattuto con tutte le energie a nostra disposizione. Assoenologi si farà capofila di un movimento mondiale che contrasterà con ogni mezzo chi vuole demonizzare il mondo dell’enologia. Ci opporremo in tutte le opportune sedi, dimostrando scientificamente quanto da sempre viene asserito da luminari della medicina ufficiale e che cioè bere dei buoni vini in maniera moderata e consapevole fa bene alla nostra salute. Una verità scientifica che a più riprese siamo stati costretti a ribadire e dimostrare con documentazione alla mano, non ultimo alcuni mesi fa, quando fu l’Unione europea a sferrare un duro attacco al vino, agitando sempre lo spauracchio della salute. E ci opporremo anche per tutelare la storia millenaria del rapporto simbiotico tra vino e uomo.

Oramai è chiaro il tentativo di mettere sotto attacco una delle più straordinarie eccellenze del gusto quale è il vino e vista la rapidità con cui vengono adottate scelte e documenti, mi viene da pensare che ci sia una manina, ancora invisibile, che stia disegnando una precisa strategia contro produttori, enologi e tutti gli attori del mondo del vino.

La reazione deve essere ferma e decisa a tutti i livelli, a iniziare da quelli istituzionali. Dal nuovo governo ci attendiamo una netta presa di posizione che vada, chiaramente e senza mezze misure, a rigettare il documento siglato a Tel Aviv, rispondendo in maniera inequivocabile che quell’indicazione, l’Italia non la prenderà in considerazione né ora e né mai. Un concetto che deve essere ribadito non solo all’Oms, ma anche all’Unione europea, che ciclicamente tenta la spallata a favore di bevande che tutto sono tranne che vino ed è qui che la manina ha, immagino, i suoi interessi. In attesa di avere l’atteso sostegno dello Stato, Assoenologi e tutti coloro che a livello associativo e personale amano la viticoltura, attueranno tutta una serie di iniziative formali e pubbliche perché la storia millenaria del vino venga salvata e non stracciata.

Ci adopereremo perché non venga vanificato il lavoro che intere generazioni hanno portato avanti con dedizione, passione e sudore. Serve una risposta forte perché centinaia, migliaia di aziende non debbano ammainare le loro bandiere e i loro simboli. Serve opporsi, tra l’altro, anche per salvare l’occupazione di non so quante migliaia, forse milioni di lavoratori impegnati nella viticoltura. Questo, visto anche il tempo di crisi che stiamo vivendo, non ce lo possiamo permettere e non lasceremo che accada. In questa battaglia, ovviamente, ci auguriamo di poter contare anche sull’appoggio dei cugini francesi e di tutte le altre nazioni a vocazione enologica. Per questo, abbiamo già avviato dei contatti internazionali per un’azione congiunta. Cari produttori, viticoltori e tutti voi che lavorate, amate e vivete nel mondo del vino, l’Associazione degli enologi ed enotecnici italiani garantirà il massimo impegno in questa battaglia. Perché la storia e la traduzione ci obbligano, quantomeno moralmente, a continuare a produrre i nostri grandi vini che sono lo specchio di un Paese meraviglioso quale è l’Italia.

Continueremo a farlo in nome della scienza e dell’amore. Continueremo a farlo con responsabilità e con la raccomandazione di bere con moderazione. Come abbiamo sempre fatto.