Annata a cinque stelle per la qualità in diverse regioni d’Italia

di Laura Bacca

 

Sullo scorso numero di questa rivista abbiamo riportato le stime presentate da Assoenologi, Uiv e Ismea lo scorso settembre, che davano una quantità in calo del 9% rispetto allo scorso anno, con punte fino al 25% in alcune regioni del Centro Italia. Oggi non siano ancora in grado di stabilire nel dettaglio le quantità, ma molto si può dire sulla qualità delle uve vendemmiate e quindi dei vini prodotti. Di seguito riportiamo i commenti dei nostri presidenti di Sezione, partendo dal Nord Italia fino alle isole.

 

“La vendemmia 2021 si citerà negli anni a venire – annuncia Daniela Pesce, presidente della Sezione Piemonte di Assoenologi -. Barbere al top. Uve con sanità, maturazione fisiologica perfetta e altissima estraibilità del colore, hanno generato vini profumati, con rapporto alcolico/acido estremamente equilibrato, ricchi ed intensi”. “Nella zona del Barolo e Barbaresco – continua Daniela Pesce – la vendemmia si presenta con ottima qualità delle uve. Perfetti i colori e le strutture dei vini, ben bilanciati da giusto quadro acido e gradi alcolici importanti, ma mai esagerati”.

 

Passiamo quindi alla vicina Lombardia, dove la situazione ci viene raccontata dal presidente di Sezione Alessandro Schiavi. “La vendemmia in Lombardia ormai si può considerare conclusa – dice Schiavi -. La qualità si è confermata ottima e per alcune realtà eccellente. Fanno eccezione le zone e i vigneti in cui la grandine ha compromesso gli apparati fogliari e l’integrità dei grappoli. Lo stato sanitario delle uve generalmente è stato tra ottimo ed eccellente, anche nel caso di quelle grandinate, grazie ad un clima, seppur caldo, piuttosto secco. Alcune zone, soprattutto se non raccolte tempestivamente, hanno manifestato acidità medio basse per accelerazione di maturazione o inizio di stress idrico, in particolare nelle basi spumante raccolte nel mese di agosto”.

Dalla Lombardia al vicino Veneto occidentale, dove le varietà precoci hanno visto una riduzione delle rese fino ad un meno 25% rispetto allo scorso anno. “Per i Pinot e gli Chardonnay – dichiara Alberto Marchisio, presidente di Sezione – fin da subito ci siamo trovati dei mosti molto bilanciati dal punto di vista acido con equilibrio tra malico e tartarico supportati da un pH basso e un buon tenore zuccherino. Le varietà a bacca rossa – continua Marchisio – si presentano ricche in antociani e zuccheri sopra la media. A livello polifenolico una buona maturità dei vinaccioli ci consegna vini di struttura ma eleganti. Le varietà a bacca bianca in quest’annata hanno raggiunto livelli di maturità aromatica mai visti prima, la giusta acidità e il buon tenore in zuccheri ci hanno consentito di produrre vini di grande equilibrio e longevità”.

 

Ci spostiamo ora in Veneto centro orientale, dove, secondo il presidente di Sezione Celestino Poser, “Lo stato sanitario delle uve è stato in generale ottimale. Qualche piccolo problema, ma gestito a inizio vendemmia, si è verificato su varietà precoci, che in alcune aree hanno subito la grandine a pochi giorni dall’inizio della vendemmia. Quello che si è potuto notare sui mosti e sui primi vini dal punto di vista chimico è il perfetto bilanciamento acido (buona quantità di acido tartarico e acido malico ben bilanciata con il potassio) e ottima freschezza. Le escursioni termiche che ci sono state da metà vendemmia in poi hanno determinato un patrimonio aromatico molto interessante. Con questi presupposti si prevede una qualità da buona a ottima”.

 

Andiamo ora un po’ più a nord e arriviamo prima in Trentino e poi in Alto Adige. Goffredo Pasolli, presidente della Sezione Trentino, ci informa che “La vendemmia 2021 per il Trentino si sta chiudendo in questi giorni con risultati che vanno dall’ottimo all’eccellente in particolar modo per quanto riguarda i vini bianchi. Le ottime condizioni meteorologiche nella fase finale di maturazione hanno permesso di raccogliere uve con ottimale rapporto di acidità, pH e zuccheri. Perfetta la condizione sanitaria delle uve che ha permesso all’enologo di decidere il momento ottimale per la raccolta. I vini rossi si presentano con ottimo colore, struttura e dotazione tannica. Queste condizioni fanno ben sperare in una positiva evoluzione di questi vini”.

 

Secondo Stephan Filippi, presidente dell’Alto Adige nonché vicepresidente nazionale, “Per l’Alto Adige si conferma la qualità prevista a inizio vendemmia, anche se il tempo non ci ha sempre aiutato. È un’annata buona fino a ottima, a seconda delle varietà e dalle zone. Le quantità sono più o meno quelle dell’anno scorso”.

 

Passiamo ora al Friuli-Venezia Giulia, con il report del presidente Rodolfo Rizzi, che racconta: “Tutto il periodo della vendemmia 2021 è stato caratterizzato da un clima molto favorevole con giornate calde, ventilate e notti fresche. La pioggia, che si è concentrata solo in una giornata, è stata decisiva, sia per il bilanciamento produttivo che per il rapporto analitico (zuccheri/acidi). La sanità è stata perfetta e la qualità ottima soprattutto sulle varietà aromatiche e a bacca rossa. È stata dunque, come preventivato, un’ottima annata con una leggera flessione quantitativa”.

 

Finiamo la carrellata delle regioni del Nord Italia con l’Emilia e la Romagna.

Secondo Sandro Cavicchioli, presidente della Sezione Emilia: “Grazie ad un buon recupero in fase finale dovuto alle piogge di settembre, ma soprattutto alla pratica dell’irrigazione, varietà come Ancellotta e Pignoletto e Lambruschi hanno recuperato il calo primaverile. Tutte le varietà hanno avuto una buona resa in mosto ed un peso del grappolo al di sopra delle aspettative. Generalmente l’uva è sana e si prevede una buona qualità”.

 

Sulla stessa linea anche la situazione della vicina Romagna. Pierluigi Zama, presidente della Sezione, ci racconta: “Nella nostra regione l’annata vitivinicola 2021 è stata caratterizzata da situazioni climatiche molto difficili. Nonostante ciò è stata una vendemmia eccellente dal punto di vista della qualità dei prodotti, anche se quantitativamente molto scarsa”.

 

Dal Nord al Centro Italia

 

Passiamo ora alle regioni del Centro Italia, dove, in base alle prime stime vendemmiali, si sono verificate le perdite quantitative maggiori, a causa delle gelate primaverili e del caldo torrido di agosto.

Come già anticipato dalle stime estive – racconta l’enologo Ivangiorgio Tarzariol, presidente della Sezione Toscana – la quantità è stata nettamente inferiore ad un’annata normale, complici le gelate primaverili ed un lungo periodo di siccità estiva accompagnato da alte temperature. La vendemmia 2021 debuttava con una maturazione piuttosto eterogenea a seconda della varietà e della zona pedoclimatica. La perfetta sanità delle uve, aiutata da un clima particolarmente asciutto, ci ha permesso di allungare i tempi di maturazione e scegliere il momento ideale per la raccolta di ogni singola parcella, smussando il divario qualitativo iniziale. È per questo che la vendemmia 2021 sarà ricordata come lunga e ponderata, ma a giudicare dai primi mosti svinati che presentano un buon corredo aromatico ed un’ottima concentrazione polifenolica, ci sono i presupposti per degli ottimi vini”.

 

Nelle Marche, secondo il presidente Giuliano d’Ignazi, “La qualità dei vini provenienti dalle principali varietà marchigiane fortunatamente non ha subito contraccolpi causati dalla difficile annata, caratterizzata dall’assenza di precipitazioni fino a tarda estate. Per il Montepulciano, dopo una difficoltosa e rallentata fase di invaiatura, la maturazione fenolica è riuscita ad arrivare ai livelli ottimali. Certamente il tutto aiutato da una situazione fitosanitaria quasi perfetta, grazie alla scarsità di precipitazioni e alle elevate escursioni termiche che si sono registrate a ridosso delle piogge di settembre ed ottobre. Le varietà precoci hanno maggiormente sofferto lo stress idrico mentre le altre hanno beneficiato delle piogge autunnali. In generale la qualità possiamo definirla da buona a ottima con punte di eccellenza.

 

che nel Lazio-Umbria si prevede una buona annata, seppur molto difficoltosa. “Quest’anno – sottolinea il presidente nazionale e di Sezione Riccardo Cotarella – non ci siamo fatti mancare nulla, siamo passati dalle gelate fuori stagione di aprile, al grande caldo e quindi alla siccità, senza contare alcune significative grandinate in alcune aree. Quando si cerca di definire un’annata, rispetto alla raccolta delle uve – spiega Cotarella – bisogna fare dei distinguo sia territoriali che di tecnica applicata. La qualità dipende anzitutto dall’andamento climatico e quindi da dove ci troviamo, ma molto anche dal modo di condurre la vigna attraverso la scienza e la conoscenza che sono alla base dell’attività di noi enologi. Laddove viene applicata con la massima meticolosità avremo una vendemmia molto buona, in alcuni casi ottima ed eccellente in precisi spazi territoriali”.

 

La situazione nel Sud e nelle Isole

Scendiamo ora nelle regioni del Sud Italia, dove la situazione è molto diversificata a seconda delle zone e delle varietà.

Anche in Abruzzo purtroppo il problema principale è ritornato ad essere il clima, che conferma la tropicalizzazione dell’ambiente con temperature costantemente sopra i 32°-35°C con punte di 40°C e umidità dal 65% al 80%. “La mancanza di piogge nei mesi di giugno, luglio e agosto – ha detto il presidente di Sezione Nicola Dragani – ha provocato grossi problemi di sofferenza idrica soprattutto in quei terreni non irrigui ed esposti. Questa situazione ha causato un minore peso del grappolo e una riduzione della resa di cantina. Da un punto di vista sanitario le uve, sia bianche che rosse, sono arrivate alla vinificazione sane ed integre con un buon bilanciamento acidico e un’ottima maturazione polifenolica, nonostante l’andamento stagionale caldo siccitoso che dimostra, ancora una volta, la grande elasticità e performance dei nostri vitigni. Per i vini rossi sarà una annata eccezionale che verrà ricordata per molto tempo per la grande struttura”.

 

“In Campania – racconta Roberto Di Meo, presidente della locale Sezione Assoenologi – la maturazione è avvenuta con il clima caldo e secco, facendo accentuare le condizioni di eterogeneità che caratterizzano le diverse zone del territorio campano, con uve in perfetto stato sanitario. La vendemmia dei vitigni a bacca bianca è quasi terminata, con una qualità nel complesso buona e risultati molto interessanti. Sta cominciando la vendemmia delle uve rosse con aspettative molto alte grazie al clima favorevole di questi giorni e alle accentuate escursioni termiche tra giorno e notte. È ancora presto per tirare le somme, ma si prospetta una vendemmia di buona qualità con picchi di eccellenza nelle aree dove l’impatto della siccità è stato minore e la raccolta tempestiva”.

 

Anche in Puglia la vendemmia è stata caratterizzata da un andamento climatico molto favorevole con assenza di piogge e umidità. “Le uve raccolte – dice Massimo Tripaldi, presidente della Sezione Puglia Basilicata Calabria – sono risultate perfettamente integre. La raccolta è finita nel Salento, invece è ancora in atto nel nord della Puglia per le varietà più tardive (nero di Troia e aglianico). Chi ha atteso la giusta maturazione è stato premiato. Le temperature estive torride con assenza di precipitazioni hanno creato degli scompensi da un punto di vista di acidità e pH: spesso i pH sono risultati molto alti e l’acido malico abbastanza basso. Nel Salento si è avuto un forte incremento della produzione, soprattutto per quanto riguarda la varietà primitivo. Infatti tanti viticoltori hanno superato le rese per la produzione di Manduria Dop, che paradossalmente ha avuto una produzione inferiore rispetto agli scorsi anni. Nella zona a nord della Puglia invece troviamo una situazione opposta, la produzione è inferiore rispetto agli scorsi anni”.

 

Terminiamo con le isole.

 

“In Sardegna – ci racconta il presidente Mariano Murru – riguardo agli aspetti qualitativi dell’annata 2021, fatta eccezione per le perdite dovute alle gelate primaverili, si può esprimere un giudizio molto positivo su tutte le varietà e in tutti gli areali dell’isola, grazie ad un clima particolarmente favorevole che ha permesso, in assenza di piogge, la raccolta di uve perfettamente sane per tutta la durata della raccolta. Ottima qualità a partire dalle cultivar a bacca bianca più diffuse come il Vermentino, il Nuragus, il Torbato e la Vernaccia. Ottima qualità e buona quantità sulle cultivar a bacca rossa che in parte hanno compensato le perdite da gelate primaverili”.

 

Infine la Sicilia. Il presidente Giacomo Salvatore Manzo spiega che in Sicilia, nonostante il caldo anomalo della prima metà di agosto, “dopo metà mese le temperature sono rientrate nella media stagionale e si è registrato un aumento dell’umidità relativa che ha concesso una forma di refrigerio ai vigneti, consentendo alle piante di uscire dallo stato di stress in cui erano entrate. In generale la gestione delle vigne non ha evidenziato particolari problemi. La qualità è buona, così come la curva aromatica grazie a escursioni termiche giuste. La resa uva/vino è risultata leggermente inferiore alla media, mentre le fermentazioni sono decorse regolarmente.”