Le sfide della nuova generazione del vino

di Luigi Di Camillo

Molte imprese italiane del vino sono aziende agricole a gestione familiare e si trovano, come mai in questo periodo, ad affrontare un passaggio generazionale, considerato anche che un quarto delle aziende imprenditoriali in Italia ha un leader che ha più di 70 anni.
La parità di genere è, inoltre, ancora lontana e a bevitrici sempre più consapevoli e numerose (passate negli ultimi anni al 40% dei consumatori) non corrisponde una ascesa delle donne alle posizioni più importanti nel mondo del vino, soprattutto a livello associativo e tecnico.
La sensazione è che la difficoltà dei nostri giorni ci abbia fatto risvegliare in un mondo dove l’incertezza è più forte della retorica, che ha spesso giustificato lo stato attuale delle cose.
Questo è il quadro che si trova di fronte anche la nostra associazione, in un ricambio generazionale che vede al centro la credibilità di una professione, che diventa sempre più poliedrica e che ha bisogno di nuove energie, per superare la sfida tecnologica e di sostenibilità del mondo produttivo.

 

Il passaggio tra le generazioni odierne, distanti almeno come lo erano tra loro le società del primo e del secondo dopoguerra, avverrà inesorabilmente in un momento in cui ci saranno tante priorità e decisioni difficili da dover prendere. Assoenologi sta cambiando pelle e l’accelerazione verso un albo professionale potrebbe essere il cambio di passo anche nei confronti del mondo scientifico. Al mondo giovane si chiede però uno sforzo di immaginazione e di previsione. Ed ovviamente di studio e partecipazione.
L’Italia enologica, che è sempre stata forte nella pluralità dei suoi piccoli produttori, ora deve compattarsi intorno a figure chiave, capaci di rappresentare tutte le realtà, non solo le avanguardie, verso una nuova visione internazionale del vino italiano. E, nella condivisione di un progetto chiaro con tutta la comunità dell’intera filiera vitivinicola, la rinascita per il mondo del vino vedrà al centro la figura dell’enologo.