L’Associazione oggi con il direttore Paolo Brogioni

di Paolo Brogioni

 

I 130 anni sono un traguardo importante in senso assoluto. Tanto più per una organizzazione professionale che ha visto evolversi e più volte modificare il contesto sociale, economico e politico, rimanendo un punto di riferimento all’interno del comparto vitivinicolo, sapendo rappresentare non solo le istanze professionali dei propri associati ma anche risultando un soggetto attendibile e riconosciuto dall’intero settore della produzione vitivinicola.
Per questo la storia e le attività di Assoenologi rappresentano non solo un tesoro di esperienze, ma anche una grande responsabilità per chi è chiamato oggi a garantirne la continuità.
Nel tempo si sono succeduti presidenti e amministratori lungimiranti che hanno saputo interpretare le necessità dei vari momenti storici, destreggiandosi tra gli ostacoli che gli si ponevano davanti ma mantenendo l’obbiettivo di valorizzare e dare continuità a questa importante esperienza associativa, con progetti sempre più ambiziosi e innovativi per un soggetto che oggi intrepreta sia il ruolo istituzionale di rappresentanza che quello di fornitore di servizi agli associati. Tutto questo è stato possibile anche grazie ad una struttura organizzativa che nel tempo si è rafforzata e professionalizzata anche per l’impegno e le qualità personali di chi mi ha preceduto in questo importante e strategico ruolo.

Assoenologi rappresenta indubbiamente un’esperienza unica a livello nazionale, nel contesto della rappresentanza delle professioni, non solo per il modello organizzativo, ma più che altro per la rappresentanza che a livello istituzionale gli è riconosciuta inserendola come rifermento tecnico sia nei tavoli ministeriali nazionali che in quelli regionali. Inoltre per sua storia e genesi si pone come luogo di coordinamento per gli istituti di formazione e per le accademie universitarie.
L’avvio della mia attività in Assoenologi si è caratterizzato dalla volontà del presidente Cotarella e del Consiglio di amministrazione di rafforzare e formalizzare il ruolo istituzionale di Assoenologi come rappresentante professionale degli Enologi e degli Enotecnici italiani. Per questo, i primi anni della mia direzione sono stati di massimo impegno in tal senso, con la soddisfazione di vedere oggi Assoenologi iscritta nel Registro delle organizzazioni professionali del Ministero dello sviluppo economico. Parallelamente abbiamo rivisto il regolamento sulla formazione professionale e implementato le occasioni di formazione, fino ad avere oggi uno stretto rapporto di collaborazione con le diverse facoltà universitarie di viticoltura ed enologia. L’aggiornamento professionale deve rappresentare uno strumento di supporto al lavoro per ogni professionista e ci stiamo adoperando per diventare un riferimento certo ed efficace per ogni nostro associato.
Inoltre, la partecipazione attiva ai tavoli di coordinamento tra le diverse istituzioni formative, dove siamo chiamati a confrontarci sulle modalità, sugli argomenti e sulle diverse esperienze professionali che debbano caratterizzare la figura dei futuri tecnici, ci ha portato a individuare la necessità di definire maggiormente la figura professionale dell’Enologo, arricchendola di nuove e adeguate competenze quali quelle digitali, linguistiche, di comunicazione e di conduzione di strategia d’impresa.
Oltre a ciò abbiamo cercato di delineare un quadro chiaro anche delle competenze dell’Enotecnico con un ruolo intermedio di responsabile di processo, andando così a distinguere i due ambiti professionali. Occorre pertanto una revisione normativa, di cui ci faremo promotori, che pur mantenendo fermi i principi della Legge 129/91 sulla professione di Enologo, rafforzi e adegui le competenze dei professionisti e ci equipari definitivamente alle altre professioni organizzate.
Tutto questo sarà possibile se saremo capaci, come spero, di mantenere e implementare il nostro rapporto con la base sociale e con le aziende del settore con cui collaboriamo e che ci consentono, attraverso il loro sostegno, di svolgere il nostro ruolo di supporto ai soci.
La storia di Assoenologi è ricca di azioni e progetti portati egregiamente a compimento grazie ad un lavoro che ha sempre visto la struttura della sede centrale impegnarsi e seguire correttamente le indicazioni e i programmi che gli amministratori hanno deciso nel tempo di portare avanti. Per questo non si può che ricordare i protagonisti attuali nelle figure di Laura, Barbara, Andrea, Paola e Michela, citati in ordine di anzianità di servizio, con cui ho l’onore di collaborare, del direttore della rivista Gianluigi e del compianto Nino D’Antonio. Oltre che del prezioso periodo di lavoro svolto con il decano Giacomo, che ancora è fonte di informazioni ed esperienze, e del vuoto incolmabile per la mancanza di Federica, che mi ha fatto da guida nel percorso di inserimento in questa esperienza e che ci ha lasciato troppo presto. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla professionalità e al ruolo del direttore Martelli, che nel tempo ha caratterizzato e sapientemente coordinato un contesto di cui oggi tutti noi andiamo fieri.
Assoenologi è, come scritto, un importante riferimento istituzionale e il suo valore è essenzialmente dovuto a chi nel tempo lo ha rappresentato. Non posso per questo non esprimere elogio a tutti i presidenti che si sono succeduti per aver sempre saputo interpretare e garantire, con puro spirito di servizio, il ruolo assegnatogli generando nel tempo interesse e valore associativo e patrimoniale. Per questo cito, a supporto di quanto scritto, il mio presidente Cotarella, che mi ha dato la possibilità di confrontarmi con questa importante esperienza, ma che, soprattutto per il suo costante impegno e dedizione, ha consolidato quello spirito trasmessogli dai sui predecessori di impegno quotidiano non per un suo interesse, ma per generare valore per chi ci sarà dopo di noi.