Recioto della Valpolicella DOCG, il “padre” dell’Amarone

Recioto della Valpolicella DOCG, il “padre” dell’Amarone

Vino e Borghi prosegue il suo viaggio nello stivale alla ricerca delle DOCG d’Italia. Questa volta torniamo in Veneto a raccontare un territorio particolare, come particolare è il vino che viene prodotto. Nello specifico siamo nella Valpolicella, la zona collinare tra la città di Verona e il lago di Garda.

In questa puntata, il nostro itinerario è quello per un viaggio lento e meditativo, un po’ come il vino di cui vi parliamo: il Recioto della Valpolicella DOCG, anche definito come il padre dell’Amarone.

Questo vino è il racconto in un calice di una tecnica viticola antichissima e raffinata: l’appassimento delle uve che in passato rappresentava un passaggio obbligato per produrre dei vini più importanti con maggiore longevità. Si selezionano grappoli maturi di Corvina Veronese e/o Corvinone (dal 45 al 95%), Rondinella (dal 5 al 30%). Il disciplinare consente anche fino al 25% di altri vitigni, tra cui fino al 15% di vitigni a bacca rossa non aromatici ammessi alla coltivazione per la provincia di Verona e fino al 10% di vitigni autoctoni italiani a bacca rossa.

Le uve vengono lasciate appassire per circa tre mesi. Un tempo i grappoli riposavano sui graticci in legno dette “aréle” che negli altri mesi erano destinati all’allevamento dei bachi da seta, oggi invece sono adagiati in cassette di plastica dedicate nei fruttai, ambienti ventilati e condizionati che garantiscono condizioni ottimali e proteggono i grappoli dall’umidità. L’appassimento porta alla concentrazione di zuccheri, sostanze aromatiche e altri composti e nel caso del Recioto le uve sono le ultime ad essere pigiate e condotte alla fermentazione che viene interrotta prima che gli zuccheri si trasformino completamente in alcol. È questo il segreto che regala al Recioto la sua inconfondibile identità.

Il vino che ne nasce è scuro, con un rosso rubino che tende al granato. Al naso sprigiona aromi intensi di frutta rossa matura e spezie dolci. In bocca è vellutato, avvolgente, ricco di corpo e struttura, con tannini eleganti smussati dall’affinamento. La dolcezza si equilibra con la complessità, creando un sorso morbido e persistente, perfetto per accompagnare pasticceria secca, crostate di frutta rossa, cioccolato o formaggi stagionati. Un vino da meditazione, che racchiude tutta l’anima della Valpolicella.

Di seguito la descrizione di due paesi rappresentativi della cosiddetta Zona Classica, ma non sono da dimenticare tutti gli altri, come San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio di Valpolicella e Marano, così come tutti i restanti territori della Valpolicella: Grezzana per la sottozona Valpantena, e Val Squaranto, Val d’Illasi, Valtramigna e Val di Mezzane per la zona estesa.

Negrar di Valpolicella: vini, ville e sentieri antichi

La prima tappa di Vino e Borghi alla scoperta del Recioto a Negrar. Un intreccio di colline e filari che disegnano un paesaggio da cartolina. La posizione privilegiata, tra il lago di Garda e i monti Lessini, regala un clima mite che ha favorito per secoli la coltivazione della vite, degli ulivi e dei ciliegi. È un territorio in cui la storia dell’uomo ha radici profonde: villaggi fortificati dell’Età del Ferro, tracce di epoca romana e, più avanti, splendide ville venete che punteggiano il paesaggio e ne raccontano il passato nobile. Passeggiare lungo i sentieri di Negrar è come viaggiare nel tempo. Ci si ritrova davanti a contrade rimaste intatte, a ville che conservano lo splendore di secoli fa e a panorami che si aprono improvvisamente sulle valli della Valpolicella. Il Giardino di Pojega, costruito alla fine del Settecento per la famiglia Rizzardi, è un luogo unico: un raro esempio di giardino all’italiana, con teatri verdi, gallerie di carpini e prospettive scenografiche che trasformano il paesaggio in una scenografia viva.

Fumane: natura primordiale e paesaggi inaspettati

A pochi chilometri di distanza, Fumane si presenta come un mosaico naturale in continuo cambiamento. Dai vigneti e dagli uliveti del fondovalle si sale ai ciliegeti delle colline, fino ai boschi e ai prati che segnano le alture. È una valle segnata dall’acqua, che nei secoli ha modellato grotte, gole e cascate, creando un paesaggio che sorprende a ogni passo.

La Grotta di Fumane è uno dei siti preistorici più importanti d’Europa, un luogo che conserva pitture rupestri e testimonianze delle prime comunità umane. Non meno affascinante è il Parco delle Cascate di Molina, con i suoi salti d’acqua, i laghetti e i sentieri immersi nella natura incontaminata. Il borgo di Molina stesso, con le case in pietra e le corti medievali, sembra un rifugio fuori dal tempo. Accanto a queste bellezze naturali, Fumane custodisce tesori architettonici come Villa Della Torre, un gioiello rinascimentale che richiama le antiche domus romane, con camini scolpiti a mascherone e un tempietto che stupisce ancora oggi per originalità e imponenza.