Premi Assoenologi alla ricerca italiana e alla migliote tesi di laurea

PREMIO ALLA MIGLIOR RICERCA ITALIANA

Vincitore: Maurizio Ugliano
Professore ordinario di Tecnologie e processi enologici
Università degli Studi di Verona Dipartimento di biotecnologie

Per il lavoro
“Basi chimiche della longevità aromatica dei vini bianchi”

Tra i numerosi lavori presentati a Enoforum 2025, Assoenologi ha individuato il più meritevole a cui attribuire il suo premio.
Lo studio è stato volto a definire, per specifici modelli varietali come Lugana, Verdicchio, Soave, Vermentino, Durello: la natura dei precursori che favoriscono l’espressione sia delle caratteristiche di terroir che degli odori indesiderati; i fattori chimici che modulano l’entità delle reazioni chimiche ad esse correlati; le principali operazioni di vinificazione idonee alla loro gestione. Sorprendentemente, è stata osservata una forte associazione tra la posizione geografica del vigneto e gli esteri di fermentazione, a supporto dell’idea che anche gli aromi derivati dalla fermentazione pura contribuiscano all’espressione delle caratteristiche del terroir. Questi risultati evidenziano ancora una volta il ruolo centrale della fermentazione nel determinare la vita futura del vino. Il lavoro sarà integralmente pubblicato su uno dei prossimi numeri de l’Enologo.

 

PREMIO DI LAUREA IN MEMORIA DELL’ENOL. MARCO ACCORDINI

Vincitore: Federico Ledri
Università degli Studi di Verona – Dipartimento di biotecnologie
Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche

Per la sua tesi di laurea
Studi di rigenerazione in vitro
ed applicazione del sistema
CRISPR-CAS9 in vite
(Vitis Vinifera L. cv. Glera)

Relatore: Prof. ssa Sara Zenoni – Correlatore: Dott. Edoardo Bertini – Correlatore: Dott. ssa Stefania Zattoni
Anno Accademico: 2023/2024

Nella tesi sono descritti, in modo dettagliato, tutti i passaggi sperimentali per la realizzazione di prototipi di vite geneticamente migliorati, tramite l’approccio del genome editing Dna Free. La finalità ultima è quella di ottenere piante di vite che presentino una maggior resistenza nei confronti dei principali patogeni, senza deturpare in nessun modo le caratteristiche varietali.
È stato dimostrato che, effettivamente, in questo modo si riesce ad ottenere un aumento di resistenza, indicando che questa potrebbe essere la strada giusta per il raggiungimento degli obbiettivi comunitari in materia di sostenibilità ambientale.