Viaggio studio dei giovani piemontesi in Campania
di Alberto Cane
Come ormai da tradizione, la Sezione Piemonte Valle d’Aosta di Assoenologi ha organizzato il suo classico viaggio studio. Questa volta la destinazione è stata la Campania. Nonostante la breve durata, si è cercato in questo viaggio, di visitare le zone vitivinicole più importanti della regione. Questo è stato possibile solo grazie all’importante collaborazione e la disponibilità della Sezione Campania, che ha dato un fondamentale contributo nell’organizzazione dell’itinerario. Il numero totale di associati che hanno aderito è stato di 22 persone, con una buona partecipazione di giovani enologi, grazie anche al contributo degli sponsor nazionali e regionali.
Il programma delle visite
Il viaggio è durato tre giorni. Il trasferimento è stato fatto da Milano a Napoli in aereo, dopodiché gli spostamenti all’interno della regione si sono svolti in pullman e questo ha fatto sì che si sia potuto creare un bell’affiatamento, nonostante l’eterogeneità del gruppo.
La prima visita è stata alla Masseria Campito a Gricignano di Aversa, specializzata nella produzione del vitigno Asprinio. Grazie a Francesco Martusciello, consulente dell’azienda, nonché coordinatore del comitato giovani di Assoenologi, è stato possibile conoscere e degustare le varie sfaccettature del vitigno Asprinio, dalla versione ferma a quella spumantizzata. Sempre grazie a Francesco, ci è stata raccontata la storia secolare ed è stato possibile ammirare L’Alberata Aversana, fiore all’occhiello del patrimonio vitivinicolo nazionale.
Nel pomeriggio invece c’è stato il trasferimento verso Trecase presso la Cantina del Vesuvio. La cantina, appartenente alla famiglia Russo, si trova alle pendici del Vesuvio e coltiva i vitigni Caprettone e Piedirosso per la produzione del Lacryma Christi Doc. La particolarità di questa azienda è quella di esser stata tra le prime nella zona, a puntare fortemente sull’enoturismo e di avere solo la distribuzione diretta dei propri vini e nessun altro canale commerciale.
Il giorno seguente è iniziato con la visita della cantina Mastroberardino ad Atripalda. Cantina dalla storia secolare in cui si sono succedute dieci generazioni. Azienda che ha sempre difeso i valori vitivinicoli tradizionali, infatti le proprie tenute si trovano nel cuore dell’Irpina, culla delle 3 DOCG: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi.
In tarda mattinata ci si è spostati verso l’azienda agricola Di Meo, dove è stato anche possibile pranzare nella splendida cornice de il Casino di Caccia, edificato nel XVIII secolo dai Principi Caracciolo. Roberto Di Meo, presidente della sezione Campania, ci ha mostrato la sfida contro il tempo che ha voluto intraprendere con i propri vini, facendoci così capire il potenziale evolutivo dei vitigni Irpini.
L’ultimo giorno è iniziato presso la cantina Quintodecimo. Azienda nata nel 2001 dal sogno del professore Luigi Moio e sua moglie, il cui nome è un omaggio alla storia antichissima di Mirabella Eclano. Mattinata davvero costruttiva dal punto di vista tecnico e culturale grazie al professore ed i suoi collaboratori. L’ultima visita è stata svolta da Cantine Astroni. L’azienda nasce nel cuore dei Campi Flegrei e si erige sulle pendici esterne del cratere degli Astroni, tra Napoli e Pozzuoli, un tempo riserva di caccia Borbonica ed oggi oasi naturale WWF Italia.
Alcune testimonianze dei partecipanti
Hanno partecipato alle riflessioni post viaggio i seguenti giovani enologi: Vittorio Pescarmona, enologo presso la cantina Coppo di Canelli; Matteo Carosso, enologo e tecnico presso Coldiretti; Luca Turco, enologo presso CDZ Srl e titolare dell’azienda agricola Muralvento; Gabriele Pia, enologo e responsabile di cantina presso Cantina Sociale Barbera Dei Sei Castelli.
Vittorio: “L’aspetto che più mi ha stupito del territorio Campano è la bellezza della vegetazione, forse complice di una primavera mite e piovosa. Nel nostro viaggio ci siamo ritrovati spesso ad attraversare ovviamente vigne e campi coltivati, ma anche boschi verdi, rigogliosi e dalla biodiversità quasi tropicale. Specialmente in Irpinia, grazie all’altezza sul livello del mare combinata con il clima e le correnti tipiche del meridione, piante e arbusti comuni a tutto il resto dello stivale si mischiano con specie marittime, equatoriali e montane, rendendo il panorama molto variegato ed interessante. Fin da subito le due sezioni, Campania e Piemonte, sono entrate in sintonia e si è instaurato un bellissimo ambiente di interesse reciproco per gli aspetti tecnici dell’enologia delle due regioni, senza mai farsi mancare l’aspetto ludico e giocoso del viaggio. Un plauso particolare va al presidente della sezione Assoenologi Campania, Roberto Di Meo, che non solo ci ha accolti e riveriti, ma anche guidati alla scoperta dei più bei territori e delle più prestigiose realtà vitivinicole che la regione abbia da offrire”.
Matteo: “Il viaggio mi ha permesso di conoscere meglio la viticoltura di una regione d’Italia che mi ha sempre incuriosito, in quanto culla della storia del vino in Italia. Alcune visite sono state sorprendenti, le alberate di Aversa ci hanno fatto scoprire un modo singolare di conduzione del vigneto, il clima rigido dell’Irpinia e i differenti metodi di produzione dei vini visti, dalla piccola azienda alla grande e affermata realtà produttiva, hanno fornito una visione totale di una terra che può donare grandi bianchi e grandi rossi, i quali a seconda della mano posso anche essere dei grandi vini da lungo affinamento e interminabile invecchiamento. Concludo con le visite agli areali vulcanici del Vesuvio e dei Campi Flegrei, aree in cui la mano dell’enologo crea vino del tutto particolari e che danno espressione a queste aree del tutto uniche e paesaggisticamente molto suggestive”.
Luca: “Il viaggio è stato molto interessante. La collaborazione con la sezione Campagna è stata davvero fantastica e l’accoglienza che ci hanno riservato difficilmente eguagliabile. Anche il supporto nell’organizzazione delle visite è stato davvero impeccabile e fondamentale per fare una conoscenza approfondita di questo territorio enoico. Per me l’Irpinia è stata davvero una sorpresa positiva, ho conosciuto un territorio a me non noto e che ha una storia enologica molto importante. L’enologia mi ha stupito perché molto tecnica e precisa e con una cultura del vino molto qualitativa. Interessante e positivo il fatto che utilizzino solo vitigni autoctoni che hanno un grande potenziale. Sono molto bravi nelle vinificazioni dei bianchi, con tecniche da noi poco utilizzate, producendo dei vini in grado di invecchiare in modo fantastico negli anni. Le aziende visitate sono state stupende, grandi realtà per storia e qualità dei vini. Per impressionante è stata Mastroberardino, per storia, bellezza, qualità dei vini. Il loro Taurasi 1998 davvero un grande vino. In generale tutto il viaggio è stato molto ben organizzato, interessantissimo, è assolutamente consigliabile ai giovani soci che non hanno ancora provato questa esperienza”.
Gabriele: “Il viaggio in Campania è stato, come gli altri viaggi organizzati da Assoenologi a cui ho partecipato, sicuramente molto interessante e arricchente dal punto di vista professionale. Sono stati tre giorni caratterizzati da ottima organizzazione e scoperta di territori inaspettati, che abbiamo potuto conosce nelle loro peculiarità grazie alla partecipazione e guida dei colleghi campani. Visitare diverse cantine è sempre stimolante e senza dubbio istruttivo, lo è ancora di più in un territorio come questo ricco di storia e tradizione tramandata da generazioni come nel caso della Cantina di proprietà della famiglia Mastroberardino. Tra i vini assaggiati sono rimasto particolarmente colpito dallo straordinario invecchiamento del Fiano di Avellino e del Greco di Tufo proposto dalla Cantina Di Meo. Da ultimo ritengo che la presenza di depositi vulcanici sul territorio irpino, l’altitudine nonché la vicinanza al mare, siano condizioni ideali per una viticoltura di grande pregio e conferisca ai vini grande finezza ed eleganza. Esperienza che consiglierei a tutti di provare”.
Per concludere c’è ancora da fare un ringraziamento a tutto il comitato della Sezione Campania ma, soprattutto a Roberto Di Meo e Francesco Martuscello per la splendida organizzazione e la disponibilità dimostrataci.

