AGROMETEOROLOGIA VITICOLA: ANALISI E TENDENZE MESE DI MARZO 2020
di Luigi Mariani, Gabriele Cola e Simone Parisi
Il mese di marzo ha manifestato un piovosità buona su gran parte dell’area e temperature medie mensili nella norma. L’evento critico di maggior rilievo è costituito dalle gelate registrate nella terza decade del mese.

ASPETTI CIRCOLATORI
La topografia media mensile del livello di pressione di 850 hPa (Fig. 1a) mostra che l’Italia è interessata da un campo di pressioni livellate mentre un regime d tipo zonale interessa l’Europa centro settentrionale. Tale pattern ci dice poco rispetto all’evoluzione sinottica giornaliera, per cogliere la quale appaiono invece più significative le informazioni contenute nella carta delle isoanomale del livello barico di 850 hPa (Fig.1b) che indica come principali centri d’azione due nuclei di anomalia positiva centrati rispettivamente sulle Azzorre e sull’Europa Centro-orientale e che sono rispettivamente sintomi di un’anomala attività degli anticicloni di blocco atlantici e continentali. Si noti anche l’anomalia negativa presente sull’Africa Nord-occidentale che indica una maggiore attività delle depressioni africane. Nel periodo in esame si sono manifestate 5 perturbazioni registrate rispettivamente il 3, il 6, il 9, il 22 e fra 26 e 27 marzo. Prendendo in esame la piovosità media di tutte le stazioni di ogni macroarea, i tre giorni più piovosi sono stati il 2 (15,9 mm), il 6 (13,4 mm) e il 3 marzo (10,2 mm) al Nord, il 26 (10,6 mm), il 27 (7,4 mm) e il 2 marzo (6,9 mm) al Centro e il 26 (15,8 mm), il 25 (13,4 mm) e il 27 (10,2 mm) marzo al Sud. Si noti la rilevante piovosità totale registrata al Sud nei tre giorni del 26, 27 e 28 e che si lega all’anomala attività delle depressioni africane già più sopra evidenziata. Dal punto di vista climatologico il mese di marzo segna l’inizio del periodo primaverile cui generalmente si accompagna la riattivazione della circolazione atmosferica con piovosità generalmente buona su tutta l’area, il che quest’anno ha avuto una conferma, seppur con una sensibile variabilità a livello locale.


TEMPERATURE E PRECIPITAZIONI
A livello mensile (Fig.2) le temperature medie sono risultate in complesso nella norma (anomalia media nazionale di -0,3°C nei massimi e +0,1°C nei minimi) per effetto dell’anomalia positiva registrata nella seconda decade del mese (anomalia media nazionale di +1,7°C nei massimi e di +1,1°C nei minimi) compensata dalle anomalie negative della terza decade del mese (anomalia media nazionale di -2,5°C nei massimi e di -1,3°C nei minimi). La piovosità mensile è risultata mediamente abbondante (anomalia media nazionale di +15%) con anomalie positive più sensibili su Sicilia centro-orientale, Calabria, Puglia settentrionale, areale appenninico dell’Italia centrale, Liguria orientale ed Emilia occidentale. L’analisi decadale mostra che il contributo più rilevate alla piovosità è venuto dalla terza e prima decade del mese al Sud, dalla terza decade ed al Centro e dalla prima decade del mese al settentrione. Le condizioni anticicloniche hanno infine fatto si che la seconda decade sia risultata povera di precipitazioni sull’intero territorio nazionale.
Questo commento è stato redatto con riferimento alla normale climatica 1990-2019 ottenuta analizzando dati provenienti dagli archivi NOAA – Gsod (202 stazioni). Da tali archivi sono stati attinti anche i dati del periodo in corso. L’analisi circolatoria è riferita a dati NOAA NCEP (http://www.esrl.noaa.gov/psd/data/histdata/) e come carte circolatorie di riferimento si sono considerate le topografie del livello barico di 850 hPa in quanto tale livello è il più efficace nell’esprimere l’effetto orografico di Alpi e Appennini sulla circolazione a scala euro-mediterranea.

EFFETTI SULLA VITE DELLE GELATE DI FINE MERZO
L’evento meteorologico di maggior rilievo è stato costituto dall’irruzione di aria fredda da Nord-Eest registrato nella terza decade del mese e che ha avuto il suo picco fra il 24 e il 26 marzo allorché un anticiclone di blocco centrato sulla Polonia ha dato luogo a un imponente afflusso verso il Mediterraneo di aria fredda di origine siberiana. L’entità dell’irruzione fredda può essere apprezzata prendendo in esame l’andamento delle temperature medie italiane dal 17 agosto 2019 al 29 marzo 2020, ottenuto a partire dai dati del dataset CSFv2 dell’Ente statunitense per la meteorologia e gli oceani (NOAA). Emerge con evidenza che quella verificatasi fra il 24 e il 26 marzo è la terza irruzione fredda di rilevo dopo quelle che hanno avuto rispettivamente il loro picco nei giorni 30 dicembre 2019 e 5 febbraio 2020 (Fig. 3).

La Fig. 4 presenta l’anomalia termica delle temperature minime del 24 e 25 marzo. Le anomalie più spiccate sono riportate in bordeaux e rosso e hanno interessato il Centro Nord e il Meridione peninsulare il giorno 24 per concentrarsi sul Meridione peninsulare il 25. Le due isole maggiori appaiono invece interessate in modo più marginale dai fenomeni. La scala delle carte presentate è tale da offrire un’indicazione generale del rischio di gelate mentre per scendere a quanto è realmente successo a livello di singolo vigneto occorrono misure termometriche o osservazioni dirette dell’eventuale danno.

ROMANO SATOLLI CI HA LASCIATI: ERA UNA PIETRA MILIARE DELL’ENOLOGIA SARDA
Il 14 aprile scorso ci ha lasciati Romano Satolli, 81 anni, punto di riferimento per la legislazione vinicola in Sardegna. Il presidente della Sezione Sardegna, Mariano Murru scrive: “Romano è stato un amico sincero e una pietra miliare dell’enologia sarda. Un uomo indimenticabile per la sua bontà, umanità e combattività a favore dei giusti valori della nostra isola e dei nostri prodotti.
Una vita piena di attività
Romano Satolli nacque a Fabriano (AN) il 16 febbraio 1939, ma nel 1959 a soli vent’anni si trasferì per lavoro in Sardegna, una regione che amò da subito, tanto da non lasciarla mai più. Era residente a Cagliari e amava definirsi un sardo a tutti gli effetti; era infatti, anche un zonafranchista convinto. Nel 1958 aveva conseguito il Diploma di Perito Agrario presso l’Istituto Tecnico Agrario Statale a Fabriano. Nel 1959 partecipò a un concorso del Ministero dell’Agricoltura, lo vinse e venne assegnato alla sede di Cagliari, in qualità di funzionario del Servizio Repressione Frodi della Direzione Generale della Tutela Economica dei Prodotti Agricoli. Successivamente, venne nominato Coordinatore del Servizio per tutta la Sardegna. Si congedò dal lavoro di funzionario coordinatore della repressione frodi nel 1982 e aprì uno studio di consulenze in legislazione vinicola. Ad esso hanno ricorso tutte le più grandi e conosciute aziende vinicole della Sardegna. In veste di esperto di legislazione vinicola e di consumi, partecipò a diversi servizi e dibattiti radiotelevisivi, oltre che essere interpellato dai media locali per commenti e pareri. Nel 1986, Vincenzo Dona lo incaricò di fondare a Cagliari il Comitato Regionale dell’Unione Nazionale Consumatori, prima associazione di tutela dei consumatori creata in Sardegna. Nel 1988, fondò il periodico “Il Giornale del Consumatore”, la prima e, a tutt’oggi, l’unica rivista sarda specializzata per la tutela del consumatore. Rappresentò l’Unione Nazionale Consumatori, per nomina Ministeriale, nel Comitato Nazionale per la tutela dei Vini a Denominazione d’Origine. Inoltre, rappresentò l’Unione e i consumatori nei Comitati di Certificazione dei formaggi e dell’agnello sardo. Fu il primo rappresentante dei Consumatori nominato nel Consiglio della Camera di Commercio di Cagliari ed eletto dallo stesso come membro della Nel 2009 il Comitato di Cagliari dell’Unione Nazionale Consumatori da lui presieduto si aggiudicò il premio “Vincenzo Dona, Voce dei Consumatori”. Ha continuato nel suo lavoro in maniera appassionata fino agli ultimi giorni.
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