TEMA DEL MESE: DISTANTI MA UNITI AI TEMPI DEL COVID-19

Anche noi, come tanti altri giovani e rappresentanti dello sport italiano, abbiamo voluto aderire alla campagna “#DistantiMaUniti”, lanciata dal Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, creando un collage delle nostre foto che ci ritrae con un braccio proteso verso l’esterno, come per toccare qualcuno che non si vede ma che sappiamo essere presente lì accanto a noi. Un gesto semplice ma allo stesso tempo simbolico e denso di significato, perché, nonostante le distanze, rimaniamo un gruppo unito e con un radicato senso di appartenenza al nostro Paese e alla nostra Associazione. Insieme, possiamo farcela a superare questo momento. Vogliamo tutti la stessa cosa: la fine di questi tempi di paura. Ne usciremo tutti più FORTI e più UNITI!
CONTRIBUTI DAL GRUPPO COMUNICAZIONE
L’arrivo in Italia del Coronavirus ha portato un enorme cambiamento nella vita di tutti noi. Restare in casa è uno dei punti chiave per limitare la propagazione di questo nemico invisibile. Appare doveroso fidarsi della scienza e degli esperti riconosciuti evitando la psicosi collettiva spesso innescata da un’informazione superficiale. Per l’Italia è il tempo di mostrare unità, condivisione di obiettivi, solidarietà verso chi sta pagando con la morte l’arrivo di questo virus. Quello che la diffusione del Covid-19 ci sta insegnando è che siamo tutti globalmente connessi, portando in primo piano anche l’adozione di metodi di organizzazione del lavoro alternativi come lo Smart Working.
Se in Italiano il significato di Smart Working è “lavoro agile”, possiamo affermare che questa nuova filosofia porta ai collaboratori aziendali una restituzione della flessibilità e dell’autonomia, favorendo una responsabilizzazione del lavoro e aiuta una crescita personale e professionale. Le persone quindi possono dover essere separate fisicamente, ma devono poter stare unite attraverso la rete per continuare a sviluppare progetti e idee. Anche noi di Assoenologi Giovani, in questi giorni di quarantena, abbiamo deciso di continuare a metterci in gioco riunendoci virtualmente per programmare nuove attività, condividere idee e progetti. Questo non è stato fatto solo per un’ottimizzazione del tempo e del lavoro da casa, bensì per lanciare un messaggio di solidarietà, ottimismo e coraggio per noi e per tutti nostri colleghi. Concentriamoci sulle cose positive! Su quello che abbiamo in comune, su quello che possiamo fare per sostenerci gli uni con gli altri, su quello che questo periodo c’insegna, e di come potremmo cambiare in meglio. Di come sia importante investire sulla ricerca , su un’educazione socio-sanitaria, avere a disposizione strutture per chi si trova in difficoltà, dare spazio a persone che siano disponibili a lavorare per il bene comune superando il tornaconto personale. Progettiamo uno stile di vita basato sull’ecologia che sia in grado di stabilire un nuovo e più rispettoso approccio con l’ambiente che ci circonda.

CONTRIBUTI DAL GRUPPO LEGISLAZIONE
LA SITUAZIONE PRE COVID-19
Riteniamo utile partire dalla situazione pre-virus dell’economia del vino, interessata, negli ultimi trent’anni, da fenomeni che ne hanno profondamente mutato le dinamiche competitive. La manifestazione più significativa di tali fenomeni vede in prima fila: la globalizzazione dei mercati, il peso crescente delle economie di scala, la costituzione di grossi Gruppi internazionali, il ruolo dominante della grande distribuzione, l’irrompere del web-marketing, la sempre maggiore esperienza e preparazione dei clienti. La combinazione di questi fenomeni ha profondamente inciso sulla struttura dell’offerta. Basti pensare che in Italia il numero complessivo di imprese vitivinicole in meno di 10 anni ha subito una riduzione a doppia cifra percentuale, che lo ha portato a poco più di 45.000 unità, lo 0,34% delle quali realizza il 75% del fatturato di comparto. La ben nota e sofferta crisi, iniziata a fine 2008, ha condizionato lo scenario più in termini quantitativi che qualitativi, nel senso che ha ampliato gli effetti, senza alterare i connotati dei fenomeni che si sono manifestati e che sono stati metabolizzati da oltre il 70% dell’universo imprenditoriale di partenza. Le piccole e medie imprese, in particolare, hanno dovuto incrementare la propria capacità di resilienza. (www.civiltadelbere.com/crisi-coronavirus-opportunita-vino-italiano/)
LA CRISI DI OGGI E LE VIE D’USCITA
La pandemia di Covid-19 ha generato una grave criticità di carattere sociale ed economico. La chiusura dei canali Horeca causerà inevitabilmente una contrazione dei consumi e quindi delle vendite. La GDO mantiene i propri negozi aperti, ma con ritmi inferiori agli stessi periodi degli anni precedenti e dove lavorano solo le aziende che negli anni si sono strutturate per servire questo canale. A ciò va ad aggiungersi il recente fermo dell’export a causa delle misure restrittive che ogni paese ha messo in atto dopo la diffusione del contagio. In questo contesto di forti criticità si stanno però delineando alcune piccole finestre. Soprattutto, le piccole e medie imprese hanno riscoperto l’importanza del delivery, cioè del prodotto consegnato a domicilio, in seguito ad una domanda crescente di vino, presente su piattaforme di vendita online già consolidate o sui propri siti e-commerce implementati. In risposta ad una esclusione commerciale del canale Horeca, le aziende hanno adottato misure di web-marketing, studiando campagne di comunicazione appropriate per poter far crescere il proprio brand e la web reputation. Sono nate tante iniziative on line che permettono di mettere in contatto i produttori con i loro clienti, per degustare insieme un calice di vino e raccontarne la storia, proprio come sarebbe accaduto in cantina. Nasce così lo smart tasting, iniziativa che permette anche alle persone che non possono muoversi da casa di godere del loro calice di vino raccontato dal produttore stesso.) Stando ad una ricerca divulgata dalla più grande enoteca italiana on line, uno degli effetti di questa quarantena è stato l’aumento della richiesta di vino da parte di italiani in isolamento: Più 100% di vendite di vino in Lombardia, +90% in Piemonte, +85% in Emilia, +82% in Veneto. L’App per bere, nata a Milano nel 2016 per consegnare vino ed altre bevande a domicilio, in queste settimane sta potenziando il servizio per mantenere elevati standard e garantire consegne in 30 minuti alla temperatura ideale. A partire da Milano, Bologna, Torino ma anche Napoli, Roma, Catania, Firenze, Prato, Bergamo e Rimini, i dati fino al 10 aprile hanno fatto registrare un 25% in più nelle vendite con un +50% nelle città del nord (Milano, Torino, Bologna.
COME IMMAGINIAMO IL FUTURO
Nell’attesa della fase 2, le aziende provano ad immaginare un futuro. Sicuramente i rapporti con i buyer della GDO cambieranno, almeno nel medio periodo; avere un appuntamento on line sarà un approccio nuovo e diverso dalle classiche fiere di settore. E in generale tutti gli incontri B2B on line riscriveranno un po’ le regole del commercio internazionale. Il consumatore italiano, da parte sua, si sarà avvicinato un po’ alla media europea nell’acquisto di beni online e avrà più familiarità in questo senso. Il commercio del vino degli ultimi 10 anni ha puntato molto sul far vivere un’esperienza ai clienti delle aziende vitivinicole. Le visite in cantina, l’enoturismo, gli agriturismi e l’hospitality aziendale sono state le grandi novità che hanno affiancato le aziende agricole con l’obiettivo di proporre qualcosa in più di una semplice bottiglia. I brand ambassador sono andati in giro per il mondo a raccontare i vini e a far vivere una vera e propria esperienza prima dell’acquisto di una bottiglia. Sarà interessante ora capire la strategia comunicativa delle aziende a seguito del lockdown: come si trasferirà l’identità aziendale al consumatore “digitale”? Le descrizioni emozionali e a volte molto lunghe saranno più schematiche? Ci sarà la volontà di esplorare nuovi target?
In questo senso c’è chi propone degustazioni personalizzate, chi si avventura in visite delle cantine con la realtà virtuale; tutto chiaramente attraverso l’utilizzo dei social in modo organico. è una vera lotta all’ultimo tag. Non si tratta ora di entrare nelle carte dei più prestigiosi ristoranti del pianeta, ma nelle case dei cittadini del mondo intero. è una sfida enorme che cambierà radicalmente il mondo del vino a cui eravamo abituati.
CONTRIBUTI DAL GRUPPO TECNICO
DEGUSTARE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
In questi tempi di emergenza sanitaria è difficile pensare a quanto sia bello degustare una bottiglia al ristorante o magari in compagnia di cari amici. L’unica cosa che ci resta è poterlo degustare a casa. Ma come è cambiato veramente questo consumo? Come possiamo renderlo speciale anche a casa nostra? È veramente diminuito in maniera drastica da come si evince nelle statistiche? In questo caso, vale la pena pensare alla frase: “fare di necessità virtù”, ovvero possiamo sfruttare le potenzialità della tecnologia cercando di dar luogo a delle degustazioni condivise on line che potremo chiamare, usando un neologismo moderno, smart-tasting. Queste smart-tasting possono essere strutturate in maniera diversa a seconda del target del nostro audience: con un linguaggio più tecnico per dei tecnici di settore, più semplice per un pubblico alle prime armi oppure con un linguaggio più descrittivo ed edonistico nel caso ci affacciassimo a dei commensali da sala curiosi di scoprirne i descrittori sensoriali. Un’altra modalità di smart-tasting, a nostro avviso, sarebbe quella di farla a tema. Si potrebbe scegliere di trattare un tema diverso ogni settimana, per esempio la prima settimana sugli spumanti, poi sui vini bianchi tranquilli, rossi, passiti e per concludere sui vini liquorosi. Questo approccio tematico farebbe suscitare una condivisione specifica dove ciascuno di noi potrebbe svolgere una degustazione “live” in diretta e cercare di trasmettere le proprie percezioni soggettive ed edonistiche del vino in esame. Durante la disamina, nel descriverlo nella sua totalità (vista, olfatto, gusto), si dovrebbe cercare di mettere in rilievo e in condivisione queste sensazioni percepite.
LE DINAMICHE DELLO SMART-TASTING
Visto che le persone che ci guardano, non avranno il vino davanti, loro malgrado, saranno costrette ad attingere alla loro memoria sensoriale per coglierne i descrittori univoci, creando un’immagine sensoriale virtuale di quel vino. Questo potrebbe essere un ottimo allenamento soprattutto se l’esperienza immaginaria venisse coadiuvata da fiale contenenti varie molecole odorose per esempio “Le Nez du Vin”. Si potrebbe poi ampliare questa esperienza sensoriale, rendendola più articolata se ciascuno di noi aprisse una bottiglia diversa della stessa tipologia (per esempio stessa varietà e stesso metodo di vinificazione) potendo così avere una valutazione in contemporanea di tanti vini diversi. Pensate poi a che livello di scambio o di argomentazioni potrebbero nascere se ci mettessimo d’accordo addirittura per assaggiare la stessa bottiglia di vino. Se avessimo modo di approvvigionarci dello stesso vino pensate a quanto bello sarebbe descriverlo a turno per poi far nascere una discussione costruttiva al fine di far diventare i singoli giudizi soggettivi in oggettivi che è appunto lo scopo della degustazione. Possiamo comprendere che in questo momento tutti questi approcci virtuali al vino ci possano sembrare bizzarri o futuristici e che possa sembrare anomalo condividere il piacere del vino in questo modo, ma se pensiamo ad un’altra realtà molto famosa tale fenomeno non è poi così astruso. Pensiamo ad esempio al settore automobilistico dove l’analisi sensoriale è diventata il cuore pulsante della strategia del marketing. Se ragioniamo un attimo tale strategia può essere scorporata in sensi che posso essere veicolati mediante pubblicità multimediale (vista e udito) e dei sensi che possono essere trasmessi solo dal vivo (olfatto e tatto).
Non a caso le pubblicità delle autovetture sono arricchite di immagini sensoriali come:
• la vista: si creano spot pubblicitari con dei colori metallizzati, prorompenti e scintillanti, si evocano immagini tattili facendo vedere come il guidatore tocca il volante e sfiora il tessuto perfetto vellutato dei sedili;
• viene mostrato il guidatore in giacca e cravatta per evocare immagini olfattive di pulizia, ordine e benessere;
• si gioca poi con suoni, stimolando l’udito dei telespettatori evidenziando il forte rombo del motore e del rumore del vento causato dalla velocità per macchine sportive, mentre si rafforza il silenzio evidenziando il cinguettio degli uccellini per marcare la silenziosità di una macchina business adatta a lunghi viaggi di lavoro e di confort.
Non a caso vengono fornite queste immagini dalla pubblicità prima di poter vedere l’auto dal vivo in concessionaria perché tali aspetti vengono ripresi poi dal venditore attingendo alle immagini sensoriali create in precedenza nella pubblicità e rafforzate con quelle che la pubblicità non è riuscita a dare fino in fondo. Ad esempio, si rimarca l’olfatto dove è molto attraente l’odore del nuovo e del tatto dove si fa percepire al cliente la pelle del volante o il tessuto vellutato dei sedili. Per analogia, anche le immagini sensoriali del vino si possono trasmettere e condividere, è come un codice a morse che ci permette di descrivere in maniera inequivocabile quel vino. L’olfatto lo possiamo descrivere nei minimi dettagli e trasmetterlo tramite social. Lo stesso lo possiamo fare per i sapori, la vista e il tatto tramite la frazione tattile e cinestesica presente all’interno della bocca. Possiamo perfino trasmettere l’udito tramite l’utilizzo del microfono che registra il rumore del perlages dei vini spumanti. Come vedete, questo nuovo approccio è fattibilissimo, solo che non ci abbiamo mai pensato in quanto non siamo mai stati costretti ad assaggiare un vino isolati dal mondo esterno.
I VANTAGGI DI RIMANERE A CASA
Degustare a casa non ha solamente degli svantaggi, pensiamo al vantaggio di essere più tranquilli, senza frenesia, non abbiamo paura di doverci mettere alla guida dopo aver degustato un buon vino. Pensiamo alla possibilità di fare confronti in totale tranquillità di vini di annate diverse, valutare il raffronto di diverse chiusure, o addirittura di valutare delle prove che sono state fatte. Il piacere di una bottiglia consumata sul terrazzo, a casa, al ristorante o al mare è infinito, perché dà emozione, piacere, va a stimolare i sensi, donandoci benessere e suscitando in noi una innata curiosità di scoprire quell’oceano di dettagli contenuti all’interno di una bottiglia. Pensiamo poi a quanto ci potremo sbizzarrire in cucina. A casa possiamo preparare dei piatti in funzione delle bottiglie che abbiamo nella nostra cantina, e cercare di allenarci a trovare gli abbinamenti perfetti. Immaginiamo a quanti ristoratori chiusi in casa potrebbero ridisegnare le loro carte vini andando a ricercare delle nuove referenze mettendo a punto degli abbinamenti di precisione con le loro eccellenze culinarie. Ultima considerazione: a livello di sondaggi personali crediamo che non sia vero che è diminuito il consumo di vino pro-capite in questo periodo, addirittura ci sembra aumentato. Questo aspetto non può essere messo in luce dalle statistiche di consumo, perché ciascun consumatore, non potendo viaggiare e uscire di casa, attingerebbe alle scorte di bottiglie che la maggior parte colleziona in casa andando a ridurle. Si spera perciò che con la riapertura ne conseguirà un ripristino di queste giacenze enoiche.