Addio a Marco e a Filippo

 

CARO MARCO, CHE LA TERRA TI SIA LIEVE

Un incidente di lavoro in un vigneto è costato la vita al giovane enologo Marco Accordini (nella foto il giorno della sua laurea), figlio di Daniele, membro del Cda Assoenologi e direttore generale della Cantina Valpolicella di Negrar. Aveva solo 26 anni. È rimasto schiacciato sotto il trattore che stava manovrando nella tenuta di famiglia, un’azienda agricola e di agriturismo, a Fumane (Verona), quando il trattore che stava guidando si è improvvisamente piegato e poi capovolto, forse per una improvvisa asperità. Per lui non c’è stato nulla da fare. “Sono sgomento e pieno di dolore per la tragedia che ci ha portato via il nostro giovane collega Marco Accordini, figlio di Daniele – ha detto il presidente Cotarella -. La vita ancora una volta ci mette a dura prova e purtroppo il destino talvolta ci travolge e ci annulla. Sappiamo che non ci sono parole o gesti che possano colmare un così grande vuoto e un così immenso dolore. Lasciamo che Marco viva nei nostri cuori per la sua inaspettata scomparsa”.

 

ADDIO A FILIPPO, GIOVANE ENOLOGO DI GRANDE TALENTO

Nei giorni passati è venuto a mancare un nostro giovane collega e amico, Filippo Ferrari (nella foto). Un enologo iscritto da molti anni all’associazione e che faceva da consulente per diverse aziende toscane. La sua filosofia abbracciava il biologico stretto, oltre alla biodinamica, di cui era docente, cultore e grande conoscitore. L’attenzione al prodotto era la sua passione primaria, a partire dalla terra sapeva dare al vino la sua impronta, mai invasiva, portando in primo piano il terroir, di cui sapientemente sapeva farsi ambasciatore. Un palato senza uguali e un animo buono e gentile, una preparazione enologica maturata sui banchi di scuola dell’Università degli Studi di Pisa e poi approfondita sul campo a più riprese, specie nell’azienda di proprietà della sua famiglia, tra le verdeggianti colline di Bagno a Ripoli in provincia di Firenze. Lascia questo mondo a 43 anni appena compiuti e con ancora troppo da dare.