Vinitaly, strumento strategico per la promozione e il posizionamento del vino italiano

di Riccardo Cotarella

Vinitaly non è solo una fiera internazionale, è la piattaforma globale del vino italiano che interpreta l’evoluzione del settore – spiega il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. Per l’edizione di quest’anno siamo al lavoro per superare gli oltre 18.500 incontri b2b organizzati nei giorni di manifestazione nel 2025 e potenziare costantemente la nostra proposta, attualizzandola alle aspettative delle aziende e alle tendenze. Al Vinitaly di Verona, aziende, buyer e istituzioni convergono nell’unico appuntamento che rappresenta completamente la nostra offerta vitivinicola; un vero e proprio punto di forza che ci contraddistingue anche a livello internazionale”.

L’intervista

Il momento del vino
Il settore vitivinicolo sta vivendo una fase complessa, tra cambiamenti nei consumi, tensioni internazionali e nuove sensibilità dei mercati. Che momento sta attraversando oggi il vino italiano e con quale spirito si presenta a questa edizione di Vinitaly?
È un momento sicuramente complesso. Da un lato pesano le tensioni geopolitiche e una congiuntura economica che segnala un generale indebolimento della capacità di spesa; dall’altro stiamo assistendo a una trasformazione strutturale dei consumi, che sta ridefinendo abitudini e preferenze dei consumatori in molti mercati chiave. È naturale, quindi, che molte aziende esprimano preoccupazione di fronte a un contesto così articolato.
Allo stesso tempo, però, registriamo segnali di un settore dinamico e reattivo da una parte, così come dal lato dei consumi porteremo all’attenzione del comparto, tramite il nostro Osservatorio, segnali interessanti per il mercato interno, mentre cogliamo con la nostra attività di promozione all’estero lungo tutto l’anno grandi potenzialità per il vino italiano. D’altro canto, le imprese vitivinicole italiane stanno dimostrando grande capacità di adattamento esplorando nuove opportunità di crescita: dall’apertura verso destinazioni commerciali finora considerate secondarie, fino allo sviluppo di nuovi modelli di business come il rafforzamento dell’enoturismo e della vendita diretta legata a questo segmento. In questo percorso di ridefinizione delle strategie, Vinitaly rappresenta un partner fondamentale: un facilitatore di relazioni commerciali, in Italia e all’estero, e una piattaforma di servizi e conoscenze che aiuta le aziende a interpretare il cambiamento e a mantenere la rotta in una fase di forte trasformazione del mercato. Non a caso, già nel 2024 e 2025 ci siamo mossi con roadshow e preview su aree geoeconomiche inusuali per le rotte del vino quali India, Thailandia, Kazakistan e rafforzando il presidio su Asia, Sud e Nord America attraverso le nostre società all’estero.

Il ruolo di Vinitaly
Vinitaly è da decenni la principale vetrina del vino italiano. Quale sarà il filo conduttore dell’edizione di quest’anno e quale messaggio vuole lanciare al mondo del vino nazionale e internazionale?
Vinitaly è molto più di una semplice vetrina espositiva. Nel tempo si è affermata come l’unica grande piattaforma fieristica internazionale interamente dedicata alla promozione del vino italiano, che ha le sue radici a Verona ma poi si proietta con una media di 30 eventi l’anno sui mercati internazionali con l’intento da un lato di promuovere la conoscenza, la cultura e il business delle etichette del made in Italy e dall’altro di selezionare i top buyer da invitare direttamente o insieme a ITA Agenzia al Vinitaly di Verona. La rassegna “madre” ogni anno offre alle aziende, agli operatori e ai visitatori professionali un palinsesto di eventi, incontri e contenuti pensati per interpretare le evoluzioni dei mercati.
Il messaggio che lanciamo, congiuntamente a quello di essere al fianco delle aziende in questa fase di cambiamento con tutti gli strumenti e gli asset che possiamo mettere a disposizione, è che la nostra biodiversità e varietà di produzioni che solo l’Italia può vantare rappresentano una opportunità ancora non colta dal sistema per penetrare in tutti i mercati mondiali offrendo a ogni palato il giusto abbinamento con le cucine locali.
Questa capacità di lettura nasce da un presidio costante dei mercati internazionali: attraverso i nostri delegati, le sedi permanenti di Veronafiere all’estero e l’insieme di iniziative che compongono l’ecosistema Vinitaly nel mondo. Il risultato è una manifestazione sempre attuale e contemporanea, che accompagna le imprese nei processi di internazionalizzazione, nello sviluppo del business e nella comprensione delle trasformazioni in atto nel settore. Un impegno che si rifletterà anche nella presentazione di due ricerche realizzate dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly: la prima dedicata all’evoluzione del consumatore italiano, la seconda in collaborazione con Uiv-Fipe focalizzata sul ruolo e sulle dinamiche della ristorazione italiana.
In questo momento, infatti, è utile e necessario dare informazioni puntuali da un lato su un consumatore giovane che viene percepito lontano dal vino ed invece vi sono segnali precisi in controtendenza che vanno colti e rilanciati per costruire il futuro a medio-lungo termine. Inoltre, il recente riconoscimento della Cucina italiana quale Patrimonio immateriale dell’Unesco, rappresenta un’occasione imperdibile per rilanciare il rapporto vino-ristorazione, anche in chiave di conoscenza da parte del consumatore estero.

Numeri e partecipazione
Quanti espositori e produttori saranno presenti quest’anno e quali sono le aspettative in termini di operatori e buyer dall’estero? In particolare, quale peso avrà la componente internazionale della manifestazione?
Il quartiere fieristico si presenta al completo con circa 4.000 aziende espositrici, in rappresentanza dell’intera offerta enologica del nostro Paese, che si distingue nel mondo per una straordinaria biodiversità vitivinicola.
La campagna di incoming realizzata da Veronafiere insieme a ITA – Italian Trade Agency porterà a Verona circa mille top buyer profilati e ospitati, provenienti da quasi 70 Paesi. Un’attenzione particolare sarà rivolta al Canada, presente con una delegazione molto ampia e qualificata, seguito naturalmente dagli Stati Uniti – un mercato imprescindibile per il vino italiano – ma anche da importanti rappresentanze provenienti da Asia, Europa e Africa.
Lo scorso anno Vinitaly ha registrato complessivamente 97.000 operatori professionali, con una quota internazionale pari al 33%: oltre 32.000 presenze da più di 130 nazioni, con un incremento del 7% rispetto all’edizione precedente. Sono numeri che confermano il profilo sempre più globale della manifestazione e la sua centralità nelle strategie di internazionalizzazione delle imprese.

Tendenze del mercato
Il mercato sta mostrando nuove tendenze, come l’interesse per vini a bassa gradazione o addirittura per i dealcolati. In che modo Vinitaly intercetta e racconta queste evoluzioni del consumo?
Per vocazione naturale, Vinitaly è da sempre un osservatorio privilegiato e, allo stesso tempo, un incubatore di nuove tendenze del settore. Dopo l’apertura al segmento NoLo (no e low alcohol) introdotta nella scorsa edizione, quest’anno presenteremo la prima evoluzione strutturata di questo progetto. Nasce infatti NoLo – Vinitaly Experience, realizzata in partnership con Unione Italiana Vini: un’area espositiva dedicata al secondo piano del Palaexpo che comprenderà spazi di degustazione, una enoteca tematica e un programma di incontri formativi e informativi. L’obiettivo è offrire una panoramica completa di questo segmento emergente, dalla produzione al consumo, fino alle dinamiche di mercato.
Si tratta di un fenomeno che, pur rappresentando ancora una nicchia rispetto al vino tradizionale, registra tassi di crescita significativi in diversi Paesi e riflette nuove sensibilità legate al benessere, alla moderazione e a nuovi stili di vita. Vinitaly intende quindi offrire agli operatori uno spazio di confronto e di approfondimento su questa evoluzione del mercato.

L’esperienza per operatori e visitatori
Che cosa troveranno di nuovo o di particolarmente significativo gli operatori di settore e i visitatori che arriveranno a Verona? Quali aree, iniziative o format saranno centrali nell’esperienza di questa edizione?
Oltre a NoLo – Vinitaly Experience, abbiamo rinnovato Xcellent Spirits, con l’obiettivo di favorire una connessione sempre più forte tra la filiera del vino e quella dei distillati. Il progetto rientra in un piano di sviluppo pluriennale e punta a diventare un format capace di rappresentare l’intero ecosistema di riferimento nelle aree Spirits e Drinks & Mix. Un’altra importante novità riguarda l’enoturismo, che nella 58ª edizione diventa parte integrante della manifestazione con due hub dedicati all’interno del quartiere. Vinitaly Tourism si consolida anche a livello espositivo e torna con un calendario quotidiano di appuntamenti tra convegni, talk, ricerche e presentazioni di best practice. In parallelo, Veronafiere ha già attivato un piano di incoming dedicato a buyer e tour operator specializzati, che animeranno l’agenda degli incontri b2b nell’area business. Accanto a queste novità, proseguono anche i format ormai consolidati come Xcellent Beers e Vinitaly Bio, che continuano a rappresentare momenti di grande interesse per operatori e pubblico professionale.
Scenario geopolitico e mercati
Le tensioni internazionali e i conflitti in varie aree del mondo stanno influenzando il commercio globale. Avete già registrato effetti sulla partecipazione di produttori o buyer stranieri a Vinitaly?
Stiamo monitorando la situazione con grande attenzione e siamo in stretto contatto con Ita Agenzia e con le istituzioni competenti. Al momento (13 marzo, ndr) il nostro piano di incoming dei top buyer risulta confermato e non registriamo segnali di rallentamento negli accrediti degli operatori internazionali.
È evidente che il contesto globale rimane complesso e in continua evoluzione, e proprio per questo il dialogo con i nostri partner istituzionali e con i mercati esteri è costante. Confidiamo naturalmente in una rapida risoluzione delle tensioni e dei conflitti in corso, prima di tutto per il bene delle comunità coinvolte e, conseguentemente, per le possibili ricadute sull’economia e sugli scambi commerciali.

Il valore strategico della fiera
Per i produttori che investono tempo e risorse nella presenza a Vinitaly, quale opportunità concreta rappresenta oggi la manifestazione in termini di mercato, relazioni e posizionamento internazionale?
Vinitaly rappresenta uno strumento strategico per la promozione e il posizionamento del vino italiano sui mercati internazionali. Non è soltanto un momento espositivo, ma una piattaforma di incontro tra domanda e offerta che consente alle aziende di sviluppare relazioni commerciali, consolidare quelle esistenti, aprirsi a nuove opportunità di business e focalizzare meglio il posizionamento dei propri prodotti.
Per molti produttori è il luogo in cui, in pochi giorni, si incontrano buyer, importatori, distributori, ristoratori e operatori provenienti da tutto il mondo. Questo consente di accelerare processi che altrimenti richiederebbero mesi di attività commerciale sui singoli mercati. In tal senso, abbiamo implementato i servizi all’interno dell’area riservata degli espositori con particolare riguardo alla piattaforma Buyers manager per il matching tra domanda-offerta precedente l’inizio della rassegna, fornendo l’elenco dei professionisti aggiornato in tempo reale e la possibilità per le cantine di contattare i profili dei buyer di maggior interesse per i loro prodotti, in modo di ottimizzare il lavoro delle giornate di fiera. Vinitaly compie, inoltre, un nuovo passo nell’innovazione digitale con Bacco AI, l’agente di Intelligenza Artificiale evoluto progettato per diventare la bussola digitale ufficiale dell’ecosistema Vinitaly. Non un semplice chatbot, ma un agente AI Business Grade capace di fornire risposte precise, certificate e aggiornate in tempo reale, interrogando esclusivamente le fonti ufficiali di Veronafiere.
Allo stesso tempo Vinitaly offre visibilità, autorevolezza e contesto: partecipare significa inserirsi in un ecosistema internazionale che valorizza il brand aziendale e, più in generale, rafforza l’immagine del vino italiano nel mondo. In un momento di trasformazione come quello attuale, la fiera diventa quindi non solo un luogo di promozione, ma anche una community di confronto strategico dove il settore può leggere i cambiamenti in atto, condividere esperienze e costruire insieme le traiettorie future del vino italiano.