Vendemmia 2025: le prime impressioni dei giovani di Assoenologi

a cura del Comitato giovani

Piemonte – Andrea Vivalda

L’annata 2025 è stata caratterizzata da un inverno con poche precipitazioni e nevicate quasi del tutto assenti. Questo ha fatto sì che, assieme ad un inizio primavera con temperature sopra la media, ci sia stato uno sviluppo vegetativo anticipato di 8/10 giorni rispetto le medie stagionali. Da fine aprile/inizio maggio sono arrivate importanti precipitazioni che si sono protratte sino alla terza settimana di giugno ed hanno creato problemi fitosanitari, anche se contenuti. In alto Piemonte purtroppo si sono verificati fenomeni temporaleschi importanti che hanno ridotto drasticamente la produzione. Verso fine giugno l’ondata di caldo africano, assieme alla buona umidità del terreno hanno accelerato lo sviluppo vegetativo e le maturazioni. La vendemmia delle basi spumanti è iniziata verso la seconda decade di agosto con buone rese produttive. A seguire Moscato e Barbera che invece, complice il clima e le avversità delle colture, hanno risentito in termini di resa. Le varietà rosse di Langhe Monferrato e Roero hanno dato uve di ottima qualità, ma anch’esse con rese sotto la media. Ci sono comunque i presupposti per un’ottima vendemmia da un punto di vista qualitativo e di maturazione.

Lombardia Liguria – Gabriele Valota

La vendemmia 2025 in Lombardia si è conclusa con una produzione generosa e un buon profilo qualitativo ma ha richiesto un grande impegno agronomico. La primavera eccezionalmente piovosa ha determinato un’elevata pressione di peronospora, contenuta grazie a una gestione attenta in vigneto. La raccolta delle basi spumanti è iniziata con un anticipo di circa una settimana, garantendo uve sane e un ottimo equilibrio acidico. I bianchi fermi hanno beneficiato di maturazioni regolari e di buone escursioni termiche, mantenendo freschezza e aromaticità. Nei rossi la maturazione è stata più graduale, in alcune aree ritardata, con acidità sostenute. Le piogge tra settembre e inizio ottobre in alcune aree hanno favorito la botrite, costringendo i viticoltori a concludere la raccolta con rapidità e grande selettività.

Trentino – Chiara Masiero

La stagione viticola 2025 in Trentino ha avuto un inizio precoce, con il germogliamento anticipato di alcuni giorni rispetto alla media storica. Sebbene giugno e agosto siano stati i mesi più caldi, garantendo un’ottima maturazione, il cruciale mese di luglio è stato caratterizzato da piogge provvidenziali. Queste precipitazioni hanno efficacemente reintegrato le risorse idriche, scongiurando fenomeni di stress idrico o fitotossicità nelle vigne. Dal punto di vista fitosanitario, l’annata non ha destato particolari preoccupazioni: le principali malattie fungine come peronospora e oidio sono state gestite con successo dai viticoltori. L’andamento climatico favorevole, unito al calore estivo, ha accelerato la maturazione zuccherina. Di conseguenza, la raccolta delle basi spumanti (Chardonnay e Pinot Nero) è iniziata già a Ferragosto, un segnale chiaro che preannuncia una vendemmia rapida, breve e complessivamente anticipata.

Veneto Centro Orientale – Andrea Mileto

La vendemmia 2025 nel Veneto centro-orientale si è conclusa con un bilancio positivo, promettendo una combinazione di ottima qualità e volumi in crescita. L’andamento climatico ha giocato un ruolo cruciale: a un inverno mite e un germogliamento anticipato è seguita una primavera piovosa, che ha richiesto una vigilanza fitosanitaria per la Peronospora, contenuta grazie a interventi mirati. Le ondate di calore estive sono state mitigate da precipitazioni intermedie, prevenendo fenomeni di stress idrico significativi e contribuendo al ripristino delle falde acquifere. Questa dinamica ha favorito l’accumulo di zuccheri mantenendo al contempo una buona dotazione acidica, essenziale in particolare per le uve a bacca bianca come il Glera. Il rapido e contemporaneo raggiungimento della maturità tecnologica su diverse varietà ha determinato una fase vendemmiale più concentrata e intensa, risultando ridotta rispetto alla durata consueta. In tutto questo la raccolta delle varietà precoci è iniziata regolarmente nella seconda metà di agosto, con uve generalmente sane che stanno confermando quanto prospettato in fasi vendemmiali con profili aromatici freschi equilibrati ed eleganti.

Veneto Occidentale – Giuseppe Venturini

La stagione vitivinicola 2025 nel Veronese è stata complessivamente favorevole, con una primavera equilibrata e senza siccità che ha favorito lo sviluppo della vite. La vendemmia, iniziata leggermente in anticipo, mostra buone prospettive qualitative. Solo le piogge di fine agosto e inizio settembre hanno causato qualche lieve criticità. In alcuni casi si è registrata una diluizione degli zuccheri e un rischio di muffe, ma senza impatti significativi sulla qualità complessiva. Le principali denominazioni veronesi registrano un’annata abbondante e di buona qualità. Custoza, Bardolino, Soave e Lugana mostrano uve sane, maturazione equilibrata e ottime prospettive aromatiche.
Il Pinot Grigio chiude una vendemmia anticipata e generosa, con rese superiori alla media e qualità complessivamente elevata. Nel 2025 la Valpolicella registra un anticipo fenologico e una vendemmia equilibrata tra quantità e qualità, con uve sane e maturazione omogenea. Dopo due anni, segnati dalla peronospora, la stagione ha favorito ottime condizioni per i vini di struttura come Amarone e Recioto. Il cambiamento climatico impone nuove strategie agronomiche, ma la pergola si conferma il sistema ideale per l’appassimento. Nonostante la riduzione delle rese, i produttori mantengono alta la qualità, puntando su tipicità e valore del territorio.

Friuli-Venezia Giulia – Giorgia Di Dia

Nel 2025 la vendemmia in Friuli-Venezia Giulia è cresciuta del 10% rispetto al 2024, con un’ottima qualità generale delle uve. Le condizioni climatiche favorevoli hanno favorito una buona maturazione soprattutto nelle zone del Collio e del Carso, dove il Tocai friulano e il Pinot Grigio hanno mostrato ottime rese e qualità. Anche la produzione di Glera nelle aree della Grave è risultata in ripresa, grazie a un equilibrio tra pioggia e temperature. La raccolta è partita in anticipo di circa una settimana, con uve sane e rese tornate nella media storica. Restano sfide legate a piogge intense in alcune zone collinari e alle incertezze del mercato, ma complessivamente il 2025 è un anno positivo per il vitivinicolo regionale.

Emilia – Andrea Graziosi

La vendemmia 2025 si può sicuramente considerare una buona annata a livello qualitativo per la realtà produttiva Emiliana. Le piogge di maggio e inizio giugno hanno assicurato una riserva idrica sufficiente ad affrontare la stagione calda. Lo stress idrico si è manifestato solamente per un breve periodo compreso tra la metà di luglio e gli inizi di agosto. Nel prosequio della stagione vegetativa l’escursione termica tra giorno e notte ha portato a un anticipo della raccolta con uve di buona qualità sia a livello di maturità tecnologica che fenolica. Non si sono evidenziate criticità a livello fitosanitario. L’areale produttivo registra comunque un calo a livello quantitativo rispetto alla vendemmia 2024.

Romagna – Sara Morozzi

L’annata 2025 in Romagna è stata caratterizzata da un ciclo vegetativo regolare, senza particolari anomalie. Le uve si sono presentate perlopiù sane con buona acidità. L’ epoca di vendemmia si è leggermente anticipata ma il clima favorevole non ha creato evidenti problematiche in periodo di raccolta; ad oggi ci aspettiamo una buona produzione, soprattutto sotto il profilo qualitativo e aromatico, sia per le nostre classiche varietà bianche (trebbiano, albana, pignoletto) sia per i rossi come sangiovese e le varietà internazionali presenti.

Toscana – Andrea Pizzolato

Se alla vendemmia appena trascorsa in Toscana dovessimo dare il titolo di un film sarebbe “La storia infinita”, perché è stata una stagione ricca di colpi di scena e molto avventurosa, con un lieto fine. Abbiamo avuto piogge consistenti dall’inizio della primavera hanno permesso di accumulare riserve idriche nei suoli, con un andamento vegetativo regolare. Poche sono state le ondate di calore intenso d’estate, registrate a inizio luglio e i primi di agosto; questo ha permesso un accumulo di zuccheri precoce ma equilibrato. Da molto tempo nelle nostre colline non si vedevano i vigneti con un verde così lussureggiante anche in epoca di vendemmia. Le stime sulla quantità ci facevano prevedere un -13% rispetto allo scorso anno ma procedendo nella raccolta è come se i grappoli fossero spariti, un coup de théâtre che segnerà una diminuzione consistente in termini di resa, ma nel frattempo la qualità è cresciuta.
Vincit qui patitur, e allora questo è stata una vendemmia dal lieto fine per chi ha saputo attendere e cogliere nel momento giusto. I bianchi risultano profumati, verticali e con una buona acidità, i rossi forse mai così ricchi di colore e con una fruttuosità che avvolge sensazioni tanniche dolci e vellutate. Ci voleva questa annata dopo alcune vendemmie molto complicate.

Lazio Umbria – Andrea Radicchio

La vendemmia è da sempre un momento centrale per la viticoltura: non solo raccolta dell’uva, ma culmine di un anno di cure, attese, guerre col meteo. Nel 2025 il Lazio ha vissuto una vendemmia segnata da condizioni climatiche che hanno influito sia sulla quantità che sulla qualità delle uve. L’inverno è iniziato con precipitazioni abbondanti aumentando le riserve idriche. Nei mesi di giugno e luglio si è registrata un’ondata di caldo anticipata, con temperature sopra la media. A settembre invece piogge abbondanti hanno in alcune zona rischiato di compromettere una parte della qualità delle uve. Ottimo equilibrio: non troppo zucchero in eccesso, buona acidità, aromaticità migliore, grazie soprattutto alle escursioni termiche e a condizioni meteo non estreme nel finale dell’estate. Sempre più giovani stanno entrando nel settore vitivinicolo, non solo come manodopera stagionale, ma anche come figure che portano innovazione: uso di tecniche migliori per raccogliere (per esempio la raccolta notturna per preservare aromi), monitoraggio più preciso della maturazione, raccolta selettiva. I giovani sono spesso più attenti alle tematiche ambientali: gestione sostenibile della risorsa idrica. Il giovane coinvolgimento nel settore aggiunge un valore importante: guardare avanti, innovare, saper leggere il clima e adattarsi. Tuttavia, resta la consapevolezza che il cambiamento climatico comporta rischi costanti.

Marche – Filippo Carli

Nelle Marche la vendemmia è iniziata mediamente a ridosso del Ferragosto con le basi spumante, le principali sottozone nello specifico:
– Castelli di Jesi: il ritardo nella maturazione è stato di circa 7 giorni rispetto alla media per questa denominazione. Uve sane, buona formazione dei grappoli e un equilibrio tra acidità e aromi sono i punti forti nella vendemmia in tutta la regione, che si riflettuti anche in questa zona;
– Piceno: anche nel Piceno si è confermata una vendemmia con uve di ottima qualità, soprattutto per varietà precoci come Chardonnay e Pecorino. Inoltre, per il Pecorino nel Piceno c’è stato un ritorno a produzioni nella media a differenza delle precedenti vendemmie. Le uve rosse sono di ottima qualità con produzioni nella media.

Abruzzo Molise – Miki Antonucci

Vendemmia 2025 in Abruzzo la possiamo definire la vendemmia degli equilibri. Un equilibrio produttivo tornato alla normalità dopo 2 vendemmie caratterizzate da una riduzione significativa della produzione. Un equilibrio sull’andamento climatico favorevole in tutte le fasi fenologiche che ha permesso alla vite di produrre uve di ottima qualità sia per quanto riguarda le uve a bacca rossa sia per quanto riguarda le uve a bacca bianca, dove le ottime escursioni termiche hanno favorito un ottimo quadro analitico (maturazioni perfette, mantenimento della componente acidica e buone produzioni). Questo equilibrio lo ritroveremo nei calci; con vini bianchi freschi, pieni, croccanti e molto longevi e con i vini rossi che in base alle scelte tecniche quest’anno avranno allo stesso tempo struttura e morbidezza. Sono proprio queste le annate dove le scelte tecniche, in campo e in cantina, sono ancor più fondamentali per ottenere vini di grande qualità ma soprattutto vini che seguono i gusti dei nuovi consumatori. Tema oggi di grande importanza strategica.

Campania – Francesco Martusciello

L’annata 2025 è stata caratterizzata da temperature piuttosto miti che si sono protratte fino a primavera con precipitazioni poco frequenti. Il germogliamento è iniziato in alcune aree vocate della regione, come parte dell’Irpinia e il Sannio, con un leggero anticipo, in altre come Campi Flegrei e Vesuvio con qualche giorno di ritardo dilatando anche i tempi di differenziazione del fiore. Le piogge abbondanti, ben distribuite nel mese di maggio, hanno favorito un buon sviluppo vegetativo e un regolare decorso della fioritura e dell’allegagione. E consentito alla vite di affrontare senza evidente stress idrico i mesi estivi più caldi. In linea generale l’andamento climatico ha reso agevole la gestione agronomica dei vigneti, con limitata pressione delle principali malattie fungine. La raccolta dei bianchi base spumante è cominciata con circa una settimana di anticipo. Le uve bianche nel complesso hanno beneficiato delle buone escursioni termiche di tutto luglio e agosto che hanno determinato maturazioni molto regolari, con acidità sostenute e profili aromatici di grande qualità. Per i vini rossi temperature più stabili e buone escursioni termiche hanno favorito la maturità fenolica degli acini, che in questa annata ha raggiunto livelli interessanti. Sono più concentrati, dotati di buon colore e di tannini più maturi che fanno prevedere dopo gli affinamenti vini di grande equilibrio.

Puglia Basilicata Calabria – Francesca Varvaglione

Vendemmia 2025 in Puglia: equilibrio produttivo e qualità eccellente per rossi, bianchi e bollicine. La vendemmia 2025 in Puglia segna un ritorno alla media produttiva degli ultimi cinque anni, con un livello qualitativo complessivamente molto alto. L’andamento climatico regolare e le buone escursioni termiche di fine estate hanno favorito una maturazione equilibrata e un’ottima sanità delle uve. Annata particolarmente favorevole per bianchi e basi spumante, che si distinguono per freschezza, acidità e precisione aromatica. Ma anche le uve rosse autoctone pugliesi – Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia in primis – mostrano ottima concentrazione, gradi alcolici elevati e tannini maturi. In bottiglia ci si attendono rossi fruttati, armonici e di grande longevità. Il 2025 rappresenta un’annata di equilibrio e maturità tecnica.

Sardegna – Riccardo Curreli

L’annata viticola 2025 in Sardegna è stata contraddistinta da un inverno mite e da una primavera con buoni apporti pluviometrici, che hanno consentito il ripristino delle riserve idriche del suolo e favorito un equilibrato sviluppo vegetativo dei vigneti. Le condizioni climatiche hanno permesso alle piante di superare senza particolari stress le elevate temperature del mese di giugno e luglio, in netto miglioramento rispetto al 2024, anno caratterizzato da marcata siccità e ridotta attività vegetativa. Il quadro fitosanitario è risultato generalmente positivo: si sono osservati limitati episodi di peronospora e oidio, efficacemente contenuti con un numero medio di 6 – 7 trattamenti. La pressione entomologica è rimasta contenuta, con bassa incidenza di tignola e una presenza più rilevante di cicalina nelle aree meridionali. Nel complesso, lo stato vegetativo è risultato buono, con grappoli ben protetti ed un regolare andamento delle fasi fenologiche. Il caldo della seconda metà del mese di luglio ha portato ad un anticipo di circa 7-8 giorni nella vendemmia dei prime uve bianche, per poi stabilizzarsi e raccogliere le uve rossi nel loro periodo canonico. Vendemmia considerata positiva, dal punto di vista qualitativo e quantitativo, su tutto il territorio regionale.

Sicilia – Giuseppe Bennardo

La vendemmia siciliana del 2025 l’ho percepita come un’annata più equilibrata sul piano climatico: piogge invernali utili, primavera regolare e un’estate calda ma senza eccessi hanno consentito alle viti di crescere senza traumi. Nei territori più bassi dell’Occidente (Trapani, Palermo), dove dominano Grillo, Catarratto, Inzolia e Nero d’Avola, il ciclo è stato più rapido, con germogliamento e allegagione regolari e raccolte anticipate di pochi giorni. Nell’entroterra e nelle zone collinari (Agrigento, Caltanissetta, Enna), patria di Grecanico, Nero d’Avola e Inzolia, le fasi fenologiche si sono distese, con invaiatura lenta che ha dato respiro. Sull’Etna e nei versanti più alti, dove si coltivano Carricante, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, il clima fresco ha rallentato tutto di una decina di giorni, regalando un percorso vegetativo più lungo. Nel Sud-Est (Ragusa, Siracusa), con Frappato, Nero d’Avola e Moscato, il clima ventilato ha favorito fioritura e allegagione senza blocchi: qui la raccolta segna davvero il riscatto dopo le difficoltà passate. Nel Messinese, tra Nerello e Nocera, si conferma il carattere di territorio tardivo, con fasi fenologiche ancora in corso quando altrove si conclude. Unica criticità diffusa è stato l’attacco di cicalina, che in alcune aree ha richiesto attenzione e interventi mirati: pur senza compromettere gravemente la produzione, ha ricordato la fragilità dei vigneti rispetto a nuove pressioni fitosanitarie. In generale, la vendemmia 2025 lascia l’impressione di un’annata armoniosa nei tempi, meno compressa e più rispettosa dei cicli naturali.