Rassegna Stampa

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Come pezzo del mese il direttore Brogioni ha scelto quello pubblicato sul Corriere Vinicolo l’8 aprile. Si tratta di un’intervista al Presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella su un tema caldo del settore, ovvero quello del proliferare delle denominazioni. Per i temi trattati e per la discussione che ha generato all’interno della filiera, la sua lettura risulta essere particolarmente interessante e sarà altrettanto interessante seguirne gli esiti. “Il nostro vino – dice Cotarella – ha bisogno più che mai di esaltare il valore delle sue tante specificità territoriali e non di diluire dentro contenitori troppo grandi, che finiscono per schiacciare i talenti e le ambizioni dei produttori, soprattutto i più giovani. Ogni denominazione ha il suo tempo di gestazione, bisogna anche saper aspettare e continuare a crederci. Quelle che davvero non hanno riscontri di mercato muoiono da sole, non vedo necessità di fare tagli lineari, che rischiano di penalizzare territori”. E ancora: “È vero che oggi il patrimonio delle denominazioni è troppo vasto e che a livello mondiale ne sono conosciute poche decine, molte sono nate sulla spinta di pulsioni territoriali poco in sintonia con le richieste dei mercati e auspico che in futuro si metta un freno ai nuovi riconoscimenti. Ma come si fa oggi a dire tolgo questo o quell’altro, su quale base?”

 

Per completezza riportiamo di seguito l’intero articolo.

Corriere Vinicolo – 8 aprile 2019 – Carlo Flamini
“Riccardo Cotarella: Aggregare non serve, anzi svilisce le peculiarità dei territori”
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GLI ARTICOLI SU VINITALY E LA NOSTRA VOCE

Riportiamo i principali pezzi dedicati a Vinitaly 2019 dove, per il secondo anno consecutivo, la nostra Associazione era presente con un proprio stand ma soprattutto per i vari convegni, dibattiti e degustazioni che hanno visto la nostra Associazione e il Presidente Cotarella principale protagonista. Iniziamo con la segnalazione di quanto pubblicato da Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione nel focus, firmato da Giuseppe Catapano titolato: “Un business ancora in crescita. Il vino sul podio del Made in Italy ma occorre promuoverlo meglio”.

All’interno dell’articolo sono state raccolte alcune considerazioni del Presidente Cotarella secondo il quale: “Oramai si produce vino in tutto il mondo; il sistema Italia deve promuoversi meglio attraverso un’adeguata comunicazione”. L’articolo poi continua analizzando l’intero comparto, la produzione del 2018, il mercato e i consumi; nello stesso report sono contenuti altri spunti interessanti di Cotarella secondo il quale: “Saper raccontare il vino è fondamentale. Ma non basta comunicare la propria azienda, bisogna fare sistema, Questa è la narrazione giusta: il sistema Italia”.

Il secondo articolo lo abbiamo volutamente scelto di taglio diverso in quanto pubblicato in pieno svolgimento della 53° edizione di Vinitaly. Si tratta del corposo report firmato da Alberto Andrioli su L’Informatore Agrario l’11 aprile e titolato: “Il vino italiano sta bene ma servono strategie per il futuro”, l’autore ha raccolto alcune considerazioni tra cui quella di Cotarella: “Parlare di Vinitaly per criticare la difficoltà di parcheggio è sciocco. Vinitaly è il più grande palcoscenico per il vino italiano nel mondo. Punto.” Altre considerazioni su una possibile alleanza con il Vinexpo francese da Giovanni Mantovani: “Non ci tiriamo indietro di fronte alla possibilità di alleanze con altri protagonisti mondiali, ma prima vogliamo dispiegare tutte le nostre potenzialità a partire dalle piattaforme digitali che stiamo creando in Cina che dovrebbero partire nel 2020 e negli Stati Uniti dal 2022. Un ulteriore spunto dell’articolo viene dato dalla questione export e prezzi e anche in questo caso il Presidente Cotarella lascia una dichiarazione che è stata pubblicata: “La vendemmia 2018 per fortuna ha riportato il vino italiano su livelli produttivi adeguati. Tutto risolto quindi? No, perché i prezzi dei vini sfusi sono crollati. I ribassi, anche del 60-70% che tanti produttori si sono trovati ad affrontare non hanno giustificazione. Un simile crollo dei prezzi può avere gravi conseguenze come l’abbandono della produzione da parte soprattutto di piccoli produttori che non riescono a fare reddito. Ultima parte del report è dedicata alla cerimonia inaugurale e alle dichiarazioni del Ministro Gian Marco Centinario durante il talk show con la filiera domenica 7 aprile.