Assoenologi, Ismea, Uiv: nell’anno del Covid-19 il vino riparte dalla vendemmia con 47,2 milioni di ettolitri (-1%) di alta qualità

Una qualità delle uve buona se non ottima e in alcuni casi eccellente, per un’annata che si preannuncia interessante. Una quantità in linea con quella dello scorso anno (-1%, a 47,2 milioni di ettolitri) che mai come quest’anno risente della congiuntura economica e della conseguente misura di riduzione volontaria delle rese messa in campo dal Governo, oltre a quelle operate da molti Consorzi di tutela. Una quantità che tuttavia dovrebbe consentire all’Italia di rimanere il principale produttore mondiale di vino, seguita dalla Francia con 45 milioni di ettolitri e dalla Spagna (42 milioni). È il quadro di sintesi, al netto di eventuali ulteriori eventi climatici avversi, relativo alle stime vendemmiali 2020 elaborato da Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini e presentato oggi nel corso di una conferenza stampa online a cui ha partecipato anche la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova.

 

 

 

Buona qualità e produzione contenuta fanno da preludio a un’annata di grande interesse per il vino italiano. L’annata 2020 si presenta con uve di ottima qualità, sostenute da un andamento climatico sostanzialmente positivo, che prefigurano interessanti aspettative per i vini provenienti da questa vendemmia. L’incertezza meteorologica legata anche ai cambiamenti climatici genera comunque apprensione e grande incertezza  sulla tenuta qualitativa delle uve.

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