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Rivista L'Enologo – Dicembre 2016

Rubriche e articoli di servizio utili e ricchi d’informazione. Si presenta nel migliore dei modi la nuova edizione de l’Enologo, organo ufficiale di Assoenologi.
Il nuovo restyling grafico è stato accompagnato da una rivisitazione del taglio e dei contenuti degli articoli per offrire agli associati e agli abbonati uno strumento interessante e utile per affrontare i vari aspetti della nostra professione.

 







SOMMARIO

EDITORIALE

2016: anno ricco di conquiste per Assoenologi
 
Leggi di più...
di Riccardo Cotarella
7
Gli enologi tra i protagonisti dell’ultimo libro di Bruno Vespa
 
Leggi di più... Ancora una volta il grande anfitrione di Rai uno, Bruno Vespa, ha dimostrato vicinanza e considerazione verso la nostra categoria, inserendo nel suo ultimo libro un capitolo dedicato al rinascimento dell’enologia italiana. In “C’eravamo tanto amati”, uscito a novembre, Vespa ripercorre il secolo per mostrare gli straordinari cambiamenti avvenuti nella storia e nel costume del nostro paese. Tra questi la rivoluzione in cantina e in cucina. Nel capitolo “Dal metanolo al Rinascimento” Vespa passa la parola al presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella per ripercorrere le principali tappe dell’enologia italiana. Di seguito lo riportiamo integralmente.
 
18
Dati definitivi Assoenologi produzione vino 2016
 
Leggi di più... I dati definitivi elaborati da Assoenologi sulla produzione 2016 nel complessivo non si discostano molto dalle prime stime (quantità sostanzialmente pari a quella dello scorso anno), ma l’andamento dei mesi di settembre e ottobre ha fatto la differenza nelle singole aree. Nelle zone più toccate dal maltempo (sud peninsulare) i successi sono stati garantiti da mirati e tempestivi interventi di soccorso.
 
22
Approvate dall’Oiv le nuove linee guida per la formazione dell’enologo
 
Leggi di più... L’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv) ha approvato, nel corso dell’ultima Assemblea generale tenutasi lo scorso ottobre in Brasile, una risoluzione per uniformare a livello internazionale i requisiti formativi che deve avere l’enologo, recependo così, di fatto, la richiesta più volte avanzata dalla nostra associazione - tramite l’Union internationale des oenologues e dei suoi presidenti Riccardo Cotarella e Serge Dubois - circa la necessità di definire i contenuti dei corsi universitari. La soddisfazione è grande nel vedere recepito quanto Assoenologi sta continuamente ribadendo, ossia che la formazione dell’enologo, oggi più che mai, deve essere a 360 gradi.
di Laura Bacca
26
Caratterizzazione viticola ed enologica
 
Leggi di più... Dagli studi condotti sulla varietà si è potuto constatare che le caratteristiche viticole ed enologiche dell’Ughetta allevata sui più bassi colli dell’Oltrepò Pavese orientale sono di particolare interesse e di notevole diversità rispetto a quelle dei vitigni più diffusi nella vitivinicoltura locale per la produzione di vini rossi (Barbera, Croatina e Uva rara).
di Alberto Vercesi e Matteo Gatti
34
Il parere di Giorgio Liberti del ristorante Prato Gaio
 
Leggi di più... L’Ughetta di Canneto, che nasce sulle colline della Valle Versa, è un ottimo compagno del collo d’oca ripieno: le note fruttate e speziate tipiche del vitigno ben si abbinano agli ingredienti e la sua media struttura non sovrasta la delicatezza del piatto.
 
39
Vitigni resistenti. Ottime performance ed elevata sostenibilità
 
Leggi di più... Dieci vitigni resistenti alle malattie, frutto di centinaia di incroci, sono stati inseriti nel registro nazionale delle varietà di vite da parte del Mipaaf. Alcuni di questi sono stati assaggiati e valutati, nell’ambito di una degustazione guidata da Eleonora Guerini del Gambero Rosso e Riccardo Cotarella, con risultati sorprendenti.
di Nicola Biasi
50
Verdicchio macerato in riduzione: come evolvono glutatione e biofenolI
 
Leggi di più... l Verdicchio ottenuto in condizioni di ”riduzione” è stato confrontato con un Verdicchio di controllo. E’ stato registrato un andamento a campana del livello di GSH, con un picco massimo durante il processo di fermentazione; dopo sei mesi di maturazione il GSH non era più rilevabile. Acido caffeico, cumarico, i loro esteri e le proantocianine sono presenti maggiormente nel vino conservato per sei mesi, e quindi possono essere considerati i marcatori chimici della maturazione. Altri fenoli naturali (ad es., acido caftarico) calavano durante la conservazione. L’etilcaffeato aumentava in tutti i campioni durante la fermentazione e la maturazione, a conferma della sua origine come prodotto di condensazione fra l’acido caffeico e l’etanolo dopo l’idrolisi dell’acido caftarico.
di Fabrizio Rossetti, Emanuele Boselli, Giuseppe di Lecce e Giuliano D’Ignazi
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